Riccardo Moratto, Ph.D.

interviews with chinese writers

Interviews with Chinese writers:

 

1.       Moratto, Riccardo; Li, Er. (2020). 与中国当代作家李洱的对话.《山花》2020年第10期目录 

2.    Moratto, Riccardo (2020). Water and Ear: An Interview with Li Er (李洱). Modern Chinese Literature and Culture. 2020/9/13 https://u.osu.edu/mclc/online-series/moratto/  

3.       Moratto, Riccardo. (2020). “L’acqua e l’orecchio, la letteratura di Li Er”. Il Manifesto. 2020/08/20 https://ilmanifesto.it/lacqua-e-lorecchio-la-letteratura-di-li-er/

4.       Moratto, Riccardo. (2020). “Sguardo a levante”. Il Manifesto. 2020/07/04 https://ilmanifesto.it/sguardo-a-levante/

5.       Moratto, Riccardo. (2020). “Lin Bai e le registrazioni di chiacchiere femminili. (Interview with Lin Bai)”. Il Manifesto. 2020/07/03 https://ilmanifesto.it/lin-bai-e-le-registrazioni-di-chiacchiere-femminili/

6.       Moratto, Riccardo. (2020). “Tang Sulan e la letteratura per l’infanzia cinese (Interview with Tang Sulan)”. Il Manifesto. 2020/06/05 https://ilmanifesto.it/tang-sulan-e-la-letteratura-per-linfanzia-cinese/

7.       Moratto, Riccardo. (2020). “L’universo letterario e umano di Su Tong. Intervista a Su Tong (Interview with Su Tong)”. Il Manifesto. 2020/05/20 https://ilmanifesto.it/luniverso-letterario-e-umano-di-su-tong/

8.       Moratto, Riccardo. (2020). “Intervista a Han Shaogong (Interview with Han Shaogong)”. Il Manifesto. 2020/04/29 https://ilmanifesto.it/ogni-cultura-e-un-ibrido-la-letteratura-di-han-shaogong/ 

9.       Moratto, Riccardo. (2020). “Intervista a Yan Lianke (Interview with Yan Lianke)”. Il Manifesto. https://ilmanifesto.it/yan-lianke-ansia-e-rabbia-da-virus-stanno-sfumando/ 2020/02/27

 

1. Yan Lianke

 

Intervista a Yan Lianke 

di Riccardo Moratto

Pubblicato su Il Manifesto il 27 febbraio 2020 

Yan Lianke è uno scrittore cinese di fama internazionale. Nato nel 1958, è uno degli scrittori più prolifici, discussi e impegnati nel panorama letterario cinese. Spesso viene definito, e a tratti acclamato, come lo scrittore più irriverente e censurato in patria. Ha vinto prestigiosi premi letterari in Cina e all’estero tra cui ricordiamo il premio Lu Xun, il premio Lao She, il Best Ten Books Award di Asia Weekly, il Dream of the Red Chamber Award, il premio Franz Kafka e il premio Huazong. È con il romanzo «Godersi la vita» (Shou huo, 2004), non ancora tradotto in Italia, che viene consacrato come scrittore di fama internazionale. Il testo, pubblicato all’estero con il titolo di «Lenin’s Kisses», ha avuto un enorme successo. Le Monde lo definisce uno dei giganti della letteratura e The Guardian un maestro del sarcasmo. In Italia sono stati pubblicati «Servire il popolo», «Il sogno del villaggio dei Ding», «Pensando a mio padre», «Il podestà Liu e altri racconti», «I quattro libri» e «Gli anni, i mesi, i giorni».

 

Intervista a Yan Lianke 

a cura di Riccardo Moratto

Traduzione dal cinese di Riccardo Moratto

 

Pechino. 27 febbraio 2020.

 

Yan Lianke, buongiorno. Come sta vivendo queste settimane di isolamento a causa dell’epidemia in corso? So che è impegnato a scrivere un nuovo romanzo.

Io e la mia famiglia stiamo abbastanza bene. Siamo chiusi in casa da trenta giorni. In tutto questo tempo sono sceso al piano terra solo tre volte e non sono mai uscito dal complesso residenziale in cui viviamo. Eppure l’ansia e la rabbia stanno lentamente sfumando. Ci stiamo abituando anche a questo tipo di vita. Impotenti. Non possiamo fare altro. A poco a poco cerchiamo di riflettere razionalmente su questo disastro che ha colpito la Cina e l’umanità intera. Questa pausa forzata mi ha permesso di concentrarmi sul mio nuovo libro. Spero di trovare nella letteratura ausilio e sostegno.

Che cos’è per lei la scrittura? E cosa significa scrivere in Cina al giorno d’oggi?

Per me la scrittura è un processo creativo, un viaggio senza meta né destinazione. Siamo noi, in quanto essere umani, a procedere verso un traguardo. Scrivere mi fa sentire vivo nella mia unicità. In altre parole, ho sempre usato la letteratura come un processo creativo volto alla ricerca del senso della vita.

Il modo in cui è stata inizialmente trattata la narrativa dell’epidemia richiama per certi aspetti il suo romanzo «Cronache dell’esplosione». Quanto ha contribuito secondo lei la mancanza di trasparenza iniziale alla diffusione dell’epidemia?

Il tema dell’epidemia è presente in molti miei romanzi. Penso a «Il tempo che fugge», a «Il sogno del villaggio dei Ding», ma anche a «Il giorno in cui morì il sole.» Certamente il modo in cui è stata inizialmente trattata la narrativa dell’epidemia richiama per certi aspetti il mio romanzo «Cronache dell’esplosione». Lo scoppio dell’epidemia è da collegarsi alla censura verbale, alla cancellazione dei post online, alle crescenti restrizioni imposte ai mezzi di informazione e alla parola. Se ci fosse stata più tolleranza e libertà di espressione, sicuramente l’entità dell’epidemia non sarebbe stata di queste proporzioni. Questo ci deve far riflettere. La tolleranza e la libertà di espressione sono una premessa fondamentale per il progresso e lo sviluppo della società.

Purtroppo nelle ultime settimane non solo si è diffusa l’epidemia, ma anche una forte ondata di sinofobia a livello globale. Il virus non guarda in faccia a nessuno, il pregiudizio sì. Come la fa sentire tutto ciò?

Abito in pianta stabile a Pechino, quindi non ho avuto modo di toccare con mano quest’ondata di sinofobia. Da quello che leggo sui giornali, mi domando: 1. Se l’epidemia fosse iniziata altrove e arrivata in Cina solo in un secondo momento, come ci saremmo comportati noi cinesi? Meglio o peggio? Che reazione avremmo avuto? 2. Sono molto commosso nel vedere l’aiuto che ci stanno dando molti Paesi; 3. Anziché pensare agli atteggiamenti sinofobi, dovremmo chiederci dove abbiamo sbagliato e perché siamo arrivati a questo punto.

Cosa ne pensa dell’ondata di panico mediatico che si sta diffondendo in Italia in questi giorni? Qual è il suo messaggio per la popolazione italiana?

Da un punto di vista statistico, il Covid-19 ha un alto tasso di guarigione e nel caso in cui vengano implementate misure ad hoc, quali ad esempio l’isolamento, l’epidemia può essere controllata e prevenuta. Certo, una reazione immediata di panico è ben comprensibile. Tuttavia, se si vuole davvero controllare e prevenire l’epidemia è necessario seguire le direttive del personale medico, mantenere la calma e non farsi prendere dal panico, spontaneo o indotto che sia. Alla popolazione italiana vorrei dire che in quanto cittadino cinese, sono mortificato e profondamente rattristato del fatto che l’epidemia si sia diffusa in tutto il mondo e soprattutto che abbia recato tanti danni e seminato il panico tra la gente.

Qualche mese fa in Italia è uscito il suo libro «Gli anni, i mesi, i giorni» (Nottetempo), a distanza di ventitré anni dalla pubblicazione originale. Eppure sembra più che mai attuale, soprattutto nel rapporto tra uomo e natura. Qual è il ruolo della natura nella vita dell’uomo?

Ho scritto «Gli anni, i mesi, i giorni» nel 1996. Sono già trascorsi 24 anni. La natura è un tema fondamentale nei romanzi scritti in quel periodo. La natura appartiene all’uomo o è l’uomo ad essere parte integrante della natura? Questo è un quesito su cui ho riflettuto molto. Per rispondere alla sua domanda, non credo che la natura abbia o debba svolgere alcun ruolo nella vita dell’uomo. Dovremmo piuttosto riflettere su quale ruolo debba ricoprire l’uomo nei confronti del nostro pianeta. La storia degli esseri umani è così breve rispetto a quella della natura. Sono secoli che l’uomo usurpa l’ambiente, e adesso ne stiamo pagando le conseguenze a caro prezzo. Il filosofo cinese Laozi parla di “unione di Cielo e Uomo”. Fin troppo attuale, direi. L’uomo è una parte costituente e integrante della natura. Spero che ai lettori italiani piaccia il mio libro «Gli anni, i mesi, i giorni». Spero che scoprano un altro Yan Lianke, diverso da quello dei libri precedentemente pubblicati in Italia.

Lei è originario della provincia dello Henan. Cosa rappresentano per lei i Monti Balou, catena immaginaria della sua provincia natale? E a cosa si è ispirato per il nome?

Balou in cinese è una specie di rastrello usato dai contadini per la semina. Quindi questo nome per me rappresenta la civiltà agricola, il mondo rurale. In realtà vicino al mio villaggio natale c’è anche un monte che si chiama proprio così, quindi oltre al significato apparentemente recondito, almeno per i lettori italiani, del termine balou, mi sono semplicemente ispirato alla realtà.

I protagonisti dei suoi racconti, alla mercé di destini avversi e di una natura inesorabile, sembrano ritrovare la speranza nelle cose più semplici e più umane. Qual è l’unica ancora di salvezza per l’uomo? In molti suoi romanzi la risposta sembrerebbe l’amore.

L’unica ancora di salvezza per l’uomo è quel fascio di luce che apre un varco nelle tenebre, quel lucore che squarcia l’oscurità e, volendo, potremmo senz’altro definirlo amore.

Il suo ultimo libro «Il sutra del cuore» è appena stato pubblicato dalla City University of Hong Kong Press. In cosa si differenzia dai suoi libri precedenti? Le sue storie sono sempre permeate da una dimensione mitica, fiabesca, a tratti religiosa, ma sempre radicate nella realtà. Che ruolo riveste la religione nella vita degli uomini?

«Il sutra del cuore» è il primo libro interamente incentrato sulla religione. È vero, le mie storie sono sempre permeate da una dimensione mitica, fiabesca, a tratti religiosa, ma nel caso de «Il sutra del cuore» la vera protagonista è la religione. Ci tengo a precisare che sono uno scrittore e non mi identifico con nessun credo religioso in modo particolare. La dimensione religiosa rappresenta per me una valvola di sfogo per lo spirito, poiché la realtà che ci circonda è intrisa di paradossi.

Qual è il suo libro che ha avuto più successo tra i lettori cinesi e quale tra i lettori occidentali? Come se lo spiega?

Ci tengo a precisare che non mi definirei un autore di successo. Per spiegarmi meglio: «Vivere» di Yu Hua credo abbia venduto circa dieci milioni di copie in Cina. Ecco, nel mio caso, invece, se riesco a pubblicare un mio romanzo, è già oro che cola. Se poi riesco a vendere centomila copie, mi posso dire soddisfatto. In Cina vendono molto i miei saggi e i libri di prosa in cui tratto vari argomenti. In Francia so che «Gli anni, i mesi, i giorni» e «Godersi la vita» vendono abbastanza bene. Nel mondo anglofono «Il sogno del villaggio dei Ding» e «Il giorno in cui morì il sole.» In linea generale, se i miei editori stranieri non ci rimettono i soldi, per me è già una bella soddisfazione. Anche perché fondamentalmente io scrivo per me stesso.

Nel suo libro «Pensando a mio padre» scrive che prova un autentico senso di gratitudine nei confronti di Zhang Kangkang, il cui libro «La linea di demarcazione» ha segnato tutta la sua vita. Perché?

Perché è il libro che mi ha fatto capire che potevo andarmene da una realtà rurale e farmi una vita. Mi ha aperto gli occhi e mi ha fatto diventare chi sono oggi.

Per concludere ci può svelare qualcosa sul nuovo libro che sta scrivendo adesso?

Si tratta di un racconto di tutte le donne della mia famiglia. Per i lettori italiani è sicuramente uno spaccato interessante di vita cinese, nonché una finestra sui costumi delle donne e i cambiamenti sociali nella campagna cinese nel corso degli ultimi cento anni. 

 

Riccardo Moratto 訪問中國著名作家 閻連科

 

閻連科是國際知名的中國作家。他生於1958年,是中國最多產的作家之一,也是最被討論的文學家之一。他贏得了國內外許多著名的文學獎,包括魯迅獎,老舍獎,亞洲週刊最佳十本書獎,紅樓夢獎,弗朗茲·卡夫卡獎和華宗獎,並三次入圍英國國際布克獎。2004年出版《受活》這本書,他開始被奉為國際知名作家。該文本以“列寧之吻”為書名在國外出版,取得了巨大成功。 法國的《世界報》稱他為文學巨匠之一,英國《衛報》稱之為諷刺大師,被美國《紐約客》評委年度好書。之後,他每在國外出版作品,都會引起高度關注和反響。

 

北京. 2020.02.28

 

閻連科 您好。這幾周很多人因瘟疫而被隔離,您過得如何?我知道您正忙於撰寫新的小說。

我和我的家人都還好。雖然一個月只下過幾次樓,幾乎沒有離開過社區,然而最初焦慮、不安、憤怒已經慢慢過去了。慢慢開始無奈地適應這種生活。慢慢可以平、靜理性地去看待和思考這場中國乃至為人類的災難。也開始每天坐到書房去,開始了新的寫作。我想,這場疫情不會在短時間內結束,而我們必須開始相對“正常”生活,這時候,寫作和文學恰恰可以幫助我。

 

對您來說,何謂創作?在今天的中國,創作意味著什麼?

創作是一種創造,並不是寫字或坐下寫了一本書,就等於是一個人在創作。我希望我的創作始終是在一種尋找、創新和創造的不停歇地旅行,沒有終點,只有年齡生命的終老。但同時,我也知道我不可能完全做到這一點。在這種情況下,能一直努力也就可以感到生命欣慰了。寫作也好,創造也罷,於我而言,它不僅證明我是活著的一個人,是十四億芸芸眾生中的一個中國人,而且是十四億人中的“這一個”。換句話說,我所有的努力,都是在尋找我活著的座標,無非我是通過文學的方式在尋找我是龐大人群中的“這一個”,是作家群中的“這一個”。

 

一開始,中國的新冠肺炎之敘述,讓我想起您所著《炸裂志》中的某些畫面。您覺得一開始新冠肺炎的不透明度是否導致現在更嚴重的狀況?

就疫情而言,它更像我小說《日光流年》中的喉堵症、《丁莊夢》的愛滋病、《日熄》中的夢遊症。當然這場新冠肺炎的混亂和災難,也更象《炸裂志》中的“炸裂”的場景。Covid-19的爆發,毫無疑問在中國又諸多原因,醫療體系、言論體系、行政權力體系,如果有一方面在最初發揮出作用,今天就不是今天的樣子。說到言論體系,必須要正視直到今天還沒有停止的“禁言“、刪帖和言論的限制。如果能有言論的包容和自由,一定不會有這場舉國、舉世之災的大疫情。所以我以為,這場疫情是用數千(或者更多)生命和成千上萬家庭的破亡,以及14億人的禁足換來的警醒和教訓。現在和疫情之後,國家和整個民族,一定要反思我們的社會體系漏洞和短版,更需要整個社會對言論自由的包容和開放,否則,類似的災難就仍然在未來等著我們。沒有對言論的包容,就難有社會的發展,這是被反復證明的人類歷史的進步的過程。

 

很可惜的是,近幾周不僅新冠肺炎蔓延全世界,反華之負面情緒也隨之增加。病毒不會看您是什麼人,但歧視反而會。這種歧視華人的態度讓您有何感想?

我一直待在北京,沒有親身體會到這種世界各國對華人的歧視。但對聽說和從媒體看到的情況,使人感到不安和無奈,因此也想到幾個問題:

1.   對華人的歧視,是絕對不該的。因為新冠病毒已經給無數的華人造成了巨大的災難,而人,就更不該在這種災難上對人雪上加霜了。

2.   如果疫情爆發在其他國家,病毒有可能傳染到中國,那麼華人會是怎樣態度這些呢?會比其他國家做得更好還是更糟?

3.   和歧視同時存在的,是我們看到了全世界許多國家對中國的援助。我個人對此充滿著感激之心。

4.   在討論他人對華人的歧視的同時,我們是不是也應該反省和討論我們面對今日的世界做錯了什麼。是不是應該向那些有了新冠肺炎的國家說聲對不起。因為我們說我們是禮儀之邦,是禮儀之邦就應該對疫情向世界的傳播有說聲對不起的氣量。

 

您對前幾周義大利媒體所引發的輿論恐慌有什麼想法?您對義大利人民想說什麼?

新冠肺炎從目前中國的情況看,治癒率是相當高的,而且嚴格執行隔離等措施,也是可控可防的。恐慌可以理解,但嚴尊醫囑,有序應對,對預防和治療是更重要的事。我也特別相信,在“辦大事”上,中國的特色決定了它的這種能力,也確實能給世界各國防止疫情蔓延提供一些經驗!

 

《年月日》這本書於二十三年前在華出版。義大利前幾個月才出版義大利文版。這部作品裡面的主題感覺非常現代,好像是現在所寫的一本書。尤其是人類與大自然中間的關係。您覺得在人類生命中,大自然扮演者什麼樣的角色?

是的,《年月日》 寫成於1996年年底,距今已經過去24年了。那一時期,我寫了《年月日》《日光流年《耙耬天歌》》等小說。這批小說的故事背後確實深藏著大自然到底是屬於人還是人是大自然的一部分這樣的追問和思考。直到今天,我認為我們都不應該去想在人類生活中,大自然應該扮演什麼角色這問題,而應該思考的是,在大自然中,人應該扮演什麼角色。人類的歷史比自然的歷史短得太多了,長期以來,人類在自然面前扮演了強者的角色。而今天,我們正為這個強者的角色付出各樣的代價。中國道教強調的“天人合一”, 在21世紀顯得特別重要——這個合一,那就說人是自然的一部分。人和大自然同為一體。我們是大自然家族中晚來卻更會思考的自然體。我希望義大利讀者會喜歡《年月日》這部小說。這是我在義大利出版的第六本作品了,我希望他們可以讀到另一個不一樣的閻連科. 讓西方讀者看到與以往不同的東方現代文學。

 

在你的寫作中,大自然似乎在表達人類的歡樂和悲傷,就好像它是人類現實的一面鏡子。 大自然的背景在你的每個故事中都脫穎而出。 例如,我在想《日光流年》丁莊夢《四書》些書。 現實(大自然)與超現實(超自然)之間是什麼關係? 現實主義與神實主義的關係又怎樣?

在我的小說中,關於人與自然的關係有較多的描述。比如義大利出版過的《四書》,那兒同樣描述了人與自然關係崩裂後的死亡和災難。《丁莊夢》已有此描寫。其實,在中國所有的超現實事件都伴有對自然規律的蔑視、更改和變化。非典與Covid-19 (可能)對野生動物的不尊重,愛滋病的賣血——而人的血液也是人作為生命自然體的自然組成和迴圈。正是從這個角度說,一切的超現實,也都是一種超自然。所以我寫超現實時候往往會和自然聯繫在一起,會從超自然角度去凝視。現實主義與神實主義的關係實在難用幾句話說清楚。也許讀者會從義大利出版的《四書》和《年月日》中感受、體會這一點。如果硬要我說清楚的話,我可能很粗暴地講,神實主義是中國真正的現實主義,是更深層的現實主義吧。

 

您是來自與河南省。對您來說,耙耬山代表什麼?耙耬這個名字的靈感來自於什麼?

耙耬山脈就是一個文學地理名稱而已。但“耙耬”兩個字,它是中國的農具名稱,代表著一個農耕文明、鄉村文明在裡邊。這兩個字不來源於靈感,而是來自于現實。我老家有座山就叫做耙耬山,離我家只有幾裡路。

 

您故事的主人翁常受自然與命運的無情束縛,卻似乎在簡單而最有人情味的事物中找到了希望。 對您來說,人唯一的生命(希望)是什麼?您很多小說裡答案似乎是愛。

對我來說,人唯一的希望就是在黑暗中的那束光,牢籠中的那扇透光的小窗和門縫,當然也是您所理解的愛。而更確切的說法,是一個盲人在暗夜裡,為我們仍有眼睛的人打開的那一束手電筒的光。

 

您最新出版的書叫做《心經》,香港城市大學出版社出版,與其他作品有何不同?您的故事充滿著神話、童話、寓言甚至宗教味,但與此同時,也是再人類不過。對您來說,在人的生命當中,宗教扮演者何角色?

《心經》 是我第一部完全取之於宗教題材為的小說。雖然此前我的小說中都有宗教的情節和情緒,但《心經》確是完全寫的宗教故事。首先要說的,我是一個小說家,而不是哪個教的信徒。之所以在小說中不斷涉及宗教,我想是為了我的小說和我的內心找到一個精神的出口。因為現實和我自己,都在無數矛盾、悖論的困境中難以自拔,人和文學都沒有精神的出口, 我希望通過文學和宗教,為自己的寫作和生活,找到一扇精神的門。

 

您的哪本書在華人世界賣的最好?在國外市場上哪本賣的最好?您怎麼解釋這些差異?

我不是一個暢銷書的作家。中國有十四億人,余華的《活著》在中國估計賣到一千多萬冊。可是其他作家,出一本書能賣5萬、10萬就很好了。而我的書,別說賣,能順利出版我就非常開心和知足。就我來說,在中國賣的最好的應該是散文《我與父輩》,幾個版本加在一起有幾十萬冊吧。在國外,比如法國,是《丁莊夢》《年月日》和《受活》賣得好。 在英語世界,是《丁莊夢》《受活》和《日熄》。而日本,賣得都還可以。這些太不一樣了,沒什麼可比較。每一個國家都不一樣。但就我個人而言,世界各國出版我的書不賠錢,這就讓我非常開心了。我不是為了成千上萬讀者寫作的那種人,我的寫作首先是為了我自己。

 

在《我與父輩》這本書中,您說張抗抗是對你寫作影響最大的作家,是她的《分水嶺》。為什麼?

這本小說義大利應該不會出版。是這本小說在上世紀70年代中期告訴我,通過寫作去當作家是可以讓一個農村孩子逃離土地到城裡去,通過寫作的可以吃飽肚子並把自己變成一個城裡人。所以,以後我就開始慢慢寫作了,使我成了今天這樣子。

 

最後,您能否透漏一下您現在在撰寫的書的內容?讀者能期待什麼?

我最近正在改定一部長篇散文《她們》。 這部散文,寫了我家族中幾乎所有的女性,包括我年輕時談過的對象。《她們》會在今年《收穫》雜誌的第二期刊出來。我想義大利讀者如果有機會讀到這本書,他們就可以看到頑固的東方男性(作家)是如何認識女性的。而東方(鄉村)女性,在上百年的歷史中是怎樣的人類角色和怎樣生活過來的,又怎樣成了今天這千姿百態的樣。 

 

2. Han Shaogong 

 

Intervista a Han Shaogong

A cura di Riccardo Moratto

 

Comprendere la natura e gli strati più bassi del tessuto sociale non può che far bene. Sono sempre stato un po’ diffidente nei confronti della vita facile: quando siamo serviti e riveriti e dormiamo su un letto di piume è come se imboccassimo la scorciatoia più rapida per approdare a una vita mediocre...

 

Han Shaogong è un noto scrittore cinese contemporaneo. Narratore, saggista, teorico della letteratura e intellettuale, è molto conosciuto nel mondo grazie alle traduzioni dei suoi libri. Rispetto ad altri scrittori cinesi, non è molto noto al grande pubblico italiano. Negli anni Ottanta, Han Shaogong pubblica un saggio intitolato “Le radici della letteratura”, con il quale stimola un dibattito sulla letteratura e si fa promotore di un movimento di rinnovamento culturale: la corrente letteraria della “ricerca delle radici”. Le sue opere si basano principalmente su esperienze e fatti avvenuti durante la Rivoluzione Culturale e hanno vinto numerosi premi sia in Cina che all’estero, tra cui il Premio Newman per la Letteratura Cinese a lui conferito nel 2011.

Han Shaogong ha finora scritto quattro romanzi, tredici novelle, sei raccolte di saggi e la sceneggiatura di un film. Ha anche tradotto il romanzo L’insostenibile leggerezza dell’essere di Milan Kundera e il Libro dell’inquietudine di Fernando Pessoa.

 

Hainan, 14 aprile 2020

 

Grazie per aver accettato la nostra intervista.

Grazie a lei, dottor Moratto.

 

In questi mesi la maggior parte della popolazione mondiale è in quarantena a causa della pandemia in corso di COVID-19. Lei come sta vivendo questi mesi di isolamento? Com’è la situazione sull’isola-provincia di Hainan?

Attualmente mi trovo in un’abitazione nell’isola di Hainan, la provincia più meridionale della Cina. Come tutti, anch’io passo molto tempo chiuso in casa. Non posso viaggiare e cerco di evitare i luoghi affollati. Tuttavia, rispetto ad altre zone, l’isola di Hainan è un’area a basso rischio, perciò ogni giorno mi reco in riva al mare a fare una passeggiata. Metto sempre la mascherina, in particolar modo quando vado al supermercato.

 

Che cos’è per lei la scrittura? E cosa significa scrivere in Cina al giorno d’oggi?

Scrivere può essere un modo per guadagnarsi da vivere, può essere un gioco, un modo di dialogare con gli amici, o forse anche un modo per conversare con Dio... Le persone sono complesse e mutevoli. Per me la scrittura è tutto ciò, e questi aspetti si manifestano in modi diversi nelle mie varie opere. Non credo che la scrittura possa essere definita in modo univoco.

 

Nel corso di una nostra conversazione, mi ha confidato di essere stato in Italia ben due volte. Mi ha detto che le piace molto la nostra cultura e la nostra gente. Insomma, si è sentito a casa. Mi ha anche raccontato di aver letto molti libri di scrittori italiani. Le va di condividere con i nostri lettori chi è il suo scrittore italiano preferito? Ha esercitato su di lei una qualche influenza dal punto di vista letterario?

L’Italia è una delle fonti più importanti della civiltà occidentale, culla e protagonista indiscussa del Rinascimento. Ovunque tu vada, è come entrare in un museo. Libertà, entusiasmo, passione. La vita quotidiana è intrisa di calore umano e di affetto. Si vive bene. Calvino e Pirandello sono due grandi scrittori italiani che mi stanno particolarmente a cuore. Anche Alberto Moravia mi piace molto. Benedetto Croce e Antonio Gramsci sono due intellettuali molto saggi e li cito spesso nelle mie opere. Rimanendo in Europa, nel 2010 mi sono recato a Bruxelles dove ho avuto modo di partecipare al primo forum culturale di alto livello UE-Cina (inteso a rafforzare il dialogo culturale e la cooperazione tra l’Unione europea e la Cina). In quell’occasione ho scambiato qualche parola con Umberto Eco, un momento davvero indimenticabile. Ho sempre nutrito grande stima per la sua ampia visione e per la profondità del suo pensiero.

 

Allargando lo sguardo alla letterature mondiale, quale scrittore o scuola letteraria ha svolto un ruolo di primo piano nel plasmare il suo stile?

Sono un animale onnivoro e ho gusti molto variegati, per cui non saprei indicare uno scrittore in modo particolare. Così come non saprei dire con esattezza qual è il mio piatto preferito. Diciamo che le mie influenze letterarie sono multiple, complesse e a tratti si intersecano. A volte ti rendi conto che ti piace mangiare un qualcosa dal sapore dolce solo quando ti capita di mettere in bocca qualcosa di piccante. Oppure capisci il valore del cibo salato solo dopo aver assaporato qualcosa di dolce.

 

A Dictionary of Maqiao, opera ancora inedita in Italia, viene considerato, a giusto titolo, uno dei suoi capolavori. Possiamo parlare dello stile e da cosa ha tratto ispirazione? Lei è stato uno dei promotori della letteratura della radici. Può condividere con i nostri lettori quali sono le peculiarità di questa corrente letteraria e in che modo riflette le caratteristiche insite nelle sue opere?

Il movimento di cui mi sono fatto promotore negli anni Ottanta, ovvero la corrente letteraria della “ricerca delle radici”, è nato in risposta a un contingente storico-culturale ben preciso. Da una parte la battaglia durante la Rivoluzione Culturale per sradicare i temutissimi “Quattro Vecchi” (vecchie idee, vecchia cultura, vecchi costumi e vecchie abitudini, che secondo la visione maoista avevano mantenuto la Cina debole); dall’altra parte è nato anche in risposta ai fautori dell’occidentalizzazione totale (liberali critici della Repubblica Nazionalista di Nanchino i quali ritenevano che la Cina dovesse importare dall’Occidente non solo gli elementi materiali della modernità ma anche quelli politici e culturali). In entrambi i casi si tratta di posizioni radicali che hanno scaturito una nevrosi culturale di massa e che hanno portato a una vera e propria auto-castrazione della cultura. Tanti Paesi nel mondo sono stati colonizzati dall’Europa per centinaia di anni. I loro sistemi politici, le religioni praticate dalle popolazioni locali così come le lingue sono cambiate. In certe istanze si è trattato di una vera trasformazione radicale; eppure questi Paesi non si sono trasformati in una seconda Europa. Pertanto, stabilire una normale relazione di dialogo tra le varie tradizioni culturali, imparare gli uni dagli altri e reinventarsi è ciò che un popolo adulto dovrebbe fare.

 

Alcune opere di scrittori del calibro di Ah Cheng, Zheng Yi, Jia Pingwa, Wang Anyi, Li Rui e Mo Yan sono state definite come appartenenti alla corrente letteraria della ricerca delle radici. I lettori italiani forse conoscono meglio Ah Cheng e Mo Yan. Essendo stato il promotore di questa corrente letteraria, secondo lei qual è la differenza principale tra le sue opere e quelle degli scrittori appena citati?

Dovremmo chiederlo ai lettori. Io potrei peccare di imparzialità.

 

A Dictionary of Maqiao è stato pubblicato nel 1996. Lo ha scritto come se stesse compilando un dizionario. Ha scelto 115 voci lessicali che, per così dire, rappresentano il villaggio fittizio di Maqiao, situato nella contea di Miluo, nella provincia dello Hunan. Per quale motivo ha scelto proprio questa tipologia narrativa?

Organizzare la struttura del romanzo sulla base di 115 voci lessicali mi ha permesso di introdurre alcuni elementi di saggistica. Mi sono sentito più libero di esprimere le mie sensazioni e di realizzare un nuovo esperimento testuale di narrativa. Nel libro L’insostenibile leggerezza dell’essere di Milan Kundera, che ho avuto modo di tradurre, c’è un capitolo che assume la forma di un dizionario: il dizionario delle parole fraintese. Il romanzo tradizionale come forma narrativa è in circolazione da tempo immemore. Credo che valga la pena di incoraggiare ogni nuovo tentativo di esperimento testuale.

 

Dopo la pubblicazione di A Dictionary of Maqiao, è stato accusato dai critici letterari Zhang Yiwu e Wang Gan di aver plagiato il Dizionario dei Chazari: Romanzo Lessico, primo romanzo dello scrittore serbo Milorad Pavić, pubblicato nel 1987, scatenando un vero e proprio caso: “il caso Maqiao”. Lei all’epoca disse pubblicamente“Non si tratta di una lesione accidentale, bensì di un vero e proprio omicidio culturale premeditato”. In seguito ha citato in giudizio i due critici letterari per diffamazione e ha vinto il caso. Cosa intendeva dire con “omicidio culturale premeditato”?

Non li conosco personalmente. Ho semplicemente criticato il loro mammonismo, ovvero un tipo di superstizione e fanatismo fondamentalista nei confronti del denaro, della commercializzazione e della globalizzazione capitalista. In primis hanno falsificato il mio punto di vista, dopodiché sono andati a pescare le somiglianze tra due titoli, lanciando una vera e propria campagna per “catturare il ladro” e per “dare la caccia alle streghe”. Hanno fatto in modo che i giornali, i televisori e Internet si unissero alla campagna per distruggere la mia reputazione. Un approccio esecrabile.

 

Nonostante all’epoca non avesse letto il Dizionario dei Chazari: Romanzo Lessico di Milorad Pavić, ha avuto occasione di leggerlo in seguito? Che ne pensa?

Sì, l’ho letto successivamente. Nutro molto rispetto per le idee e l’approccio narrativo dell’autore. Preferirei non addentrarmi nella discussione. Ci tengo a dire che il Dizionario di Maqiao è stato già tradotto e pubblicato in Serbia. Il professore Radosav Pušić nel 2009 disse: “È difficile essere d’accordo con Zhang Yiwu e Wang Gan. La maggior parte dei resoconti dei media cinesi hanno semplicemente raggiunto lo scopo di ottenere un effetto sensazionalista. Dovremmo riflettere seriamente prima di sentenziare.” Come se non bastasse, Douwe Fokkema, ex presidente dell’associazione internazionale di letteratura comparata, nel 2005 scrisse: “Ho condotto un’analisi comparata dei due ‘dizionari’. Devo ammettere che l’opera di Han Shaogong non ha nulla in comune con quella di Milorad Pavić. Han Shaogong ha scritto un’opera originale a tutti gli effetti. Inoltre, ovviamente questo è solo il mio giudizio personale, ritengo che il  Dizionario di Maqiao abbia maggior valore del ‘dizionario’ dello scrittore serbo-croato”.

 

Le sue opere e il suo stile sono senza dubbio influenzati dal realismo magico di Kafka e Gabriel García Márquez. Tuttavia, lo scrittore Yan Lianke nel suo saggio “Alla scoperta del romanzo” (inedito in Italia) sostiene che molte sue opere, quali Pa pa pa (in Italia è stato tradotto da Maria Rita Masci, pubblicato da Theoria e stampato assieme al racconto Il ritorno) abbiano elementi, descrizioni e dettagli tipici del mitorealismo. Che ne pensa di questa affermazione?

Non so bene cosa intenda con mitorealismo. Intende forse realtà + finzione (o immaginazione, esagerazione, magia, elementi surreali)? Non so. Il punto è che la letteratura non è storia, non si tratta di un notiziario, ed è sempre stato così, pur se a vari livelli, no? Insomma, credo che le varie denominazioni lascino un po’ il tempo che trovano.

 

Secondo lei la cosiddetta “letteratura delle radici” e la “letteratura del suolo natìo” hanno dei punti in comune? Quali potrebbero essere? Il ruolo della natura gioca un ruolo chiave?

La cosiddetta letteratura del suolo natìo in certe istanze si riferisce a quelle opere che si concentrano su prospettive morali e politiche. Il suolo natìo costituisce il palcoscenico e lo sfondo della storia. La “ricerca delle radici”, come la intendo io, è più incarnata in una prospettiva culturale, sottolineando il rapporto dialogico tra culture diverse. Si tratta di una ricerca metaforica. Lo scrittore Wang Zengqi, che purtroppo dal 1997 non è più con noi, era molto favorevole all’idea di “ricerca delle radici”. Nel suo caso, però, scriveva principalmente di argomenti urbani, non necessariamente di suolo natìo e di natura. È anche vero che nel cosiddetto suolo natìo sono preservati molti elementi della culturale tradizionale cinese. Quindi forse il paragone non è poi così azzardato.

 

Alcuni critici analizzano le sue opere alla luce del Nuovo Storicismo. Che ne pensa di quest’approccio

Non porgo molta attenzione alla critica. Mi risulta nuovo come approccio.

 

Lei è originario della provincia dello Hunan. Come me è docente presso la Hunan Normal University. Che cosa rappresenta per lei lo Hunan? Che ruolo svolge nelle sue opere? Quali sono per lei le caratteristiche più evidenti delle persone provenienti dallo Hunan? Attraverso la sua narrativa, quali precipuità della gente dello Hunan vuole trasmettere al mondo?

Se andiamo a ritroso nel tempo e partiamo da Qu Yuan (poeta e patriota cinese dello stato di Chu durante il periodo dei regni combattenti), nel corso degli ultimi duemila anni lo Hunan ha sperimentato diverse scuole di confucianesimo: quella poetica, il neoconfucianesimo, il realismo confuciano, e così via. Non mi dilungo oltre. Sarebbe necessario un tomo di storia della filosofia per spiegare bene questi concetti. Soprattutto nei tempi moderni, vari intellettuali hanno cercato di mettere al centro dei propri interessi il bene dell’umanità intera, enfatizzando l’importanza della pratica e della tenacità di carattere. Queste caratteristiche sono diventate aspetti precipui della cultura cinese. Naturalmente, ogni cultura è un “ibrido”. Allo stesso modo, anche la cultura dello Hunan non ha una sua purezza inalterabile. Potremmo dire che ibridi diversi hanno una componente di mescolanza altrettanto diversa. Lo Hunan ad esempio è un ibrido diverso dal Messico e dalle Filippine. In tutto questo, gli scrittori possono semplicemente aiutare i lettori a capire come viva la gente del posto e come percepisca il mondo.

 

A quanto pare abbiamo anche un’altro punto in comune. Siamo entrambi traduttori letterari. Lei ha tradotto L’insostenibile leggerezza dell’essere di Milan Kundera in cinese, giusto? Che ne pensa di questo libro? Inoltre pensa che la traduzione possa in qualche modo influire sulla creatività e sullo stile degli scrittori? Se così non fosse, che impressione le ha fatto L’insostenibile leggerezza dell’essere? Cosa le ha lasciato?

Sicuramente siamo influenzati sia dalla lettura che dalla traduzione. Tuttavia, nel mio caso, non saprei dire con precisione quale passo o quale opera ne abbia risentito maggiormente. Kundera non è certamente uno scrittore inappuntabile o ineccepibile. Anche lui ha i suoi punti deboli. Ma, per esempio, la sua capacità di elevare una critica politica sul piano della speculazione filosofica merita di essere appresa da molti scrittori cinesi, in particolare quelli che vogliono allontanarsi dalla letteratura politicizzata degli anni ‘80.

 

Nella sua carriera di scrittore è stato insignito di molte onorificenze, tra cui, nel 1988, si è recato in Francia su invito del Ministero della Cultura, il quale a nome del governo francese le ha consegnato la medaglia dell’ordine delle arti e delle lettere. Un grande onore. Cos’ha provato in quel momento?

Poter condividere la mia esperienza e i miei pensieri con alcuni lettori e per di più riscuotere il plauso di molti mi ha reso senza dubbio molto felice. Sebbene sussistano delle differenze fondamentali tra i lettori occidentali e quelli orientali, vogliasi per motivi linguistici e culturali, ma anche semplicemente per aver vissuto diverse esperienze o per il fatto di trovarsi in un contingente storico diverso gli uni dagli altri, la comunicazione rimane pur sempre possibile. Ecco che il nostro lavoro di traduttori non risulta del tutto privo di senso.

 

Viviamo in un mondo alquanto caotico. I protagonisti dei romanzi di molti autori contemporanei cinesi, alla mercé di destini avversi e di una natura inesorabile, sembrano ritrovare la speranza nelle cose più semplici e più umane. Secondo lei, qual è l’unica ancora di salvezza per l’uomo?

Durante quest’epidemia, ho guardato un film italiano La meglio gioventù. Mi sono accorto che i protagonisti hanno molti aspetti in comune con la generazione cinese degli anni Sessanta. In Cina sono passati alla storia col nome di lao san jie (ovvero coloro che si sono diplomati dalla scuola secondaria inferiore e superiore dal ’66 al ’68). In Europa ci sono questioni delicate, quali la religione, problemi di razza e il capitalismo, aspetti di cui la popolazione cinese ha probabilmente una conoscenza assai limitata. Anche i cinesi dal canto loro devono fare i conti con questioni delicate, quali la povertà, l’aggressione straniera, il funzionariocentrismo (guan benwei) e la burocrazia. E gli europei, probabilmente, hanno a loro volta una conoscenza superficiale di questi aspetti. Tuttavia, indipendentemente dalle difficoltà che incontra sul proprio cammino, la gente persegue i propri ideali, lotta e cerca di aiutarsi nel bisogno. Ebbene, credo che l’unica ancora di salvezza per l’uomo sia proprio questa: assaporare la vita così come ci si prospetta, sia nei momenti di gioia che di tristezza.

           

Pensa che i giovani di oggi in Cina siano davvero così superficiali come la società sovente li dipinge? Pensano davvero solo a comprarsi l’ultimo modello del cellulare, vivono davvero in un mondo in cui “mors tua vita mea” come se si trovassero in una versione moderna della corte imperiale cinese? Oppure ci sono tanti giovani che cercano di dar voce al proprio cuore e, nonostante urlino e si sgolino, la società fa orecchie da mercante? Secondo lei, di cosa hanno più bisogno i cinesi al giorno d’oggi? Al di là dei confini della narrativa ufficiale, a cosa anela la gente? Che cosa brama?

Il materialismo, il consumismo, la corsa sfrenata allo sviluppo sono ideologie moderne alquanto superficiali e pericolose. L’umanità dovrebbe prestare maggiore attenzione agli interessi sociali, ecologici e spirituali. Io ormai comincio ad avere una certa età. Non credo che i giovani possano e debbano copiare la generazione precedente. Il futuro è nelle loro mani, dipende da loro. Avranno le loro difficoltà, le loro frustrazioni, le loro esperienze, così come troveranno le soluzioni che ritengono più idonee o più consone ai loro problemi. Ci saranno delle eccellenze (forse poche), così come ci saranno persone mediocri (forse i più). Probabilmente ci saranno anche delle vittime dei tempi (non so quante). Su questo non c’è alcuna ombra di dubbio. Spero solo che siano più fortunati di noi e che non siano in molti a dover immolare la propria vita per il bene dell’umanità.

 

Prima del 1978, le era stata affibbiata l’etichetta di “giovane istruito”, per cui venne mandato in campagna durante la Rivoluzione Culturale per essere “rieducato dalle masse”. Le va di raccontarci quest’esperienza?

Sì, da giovane fui mandato in campagna per ben sei anni. A parte la povertà e la discriminazione politica, non credo che ci sia qualcosa di sbagliato nel lavoro in campagna. Comprendere la natura e gli strati più bassi del tessuto sociale non può che far bene. Sono sempre stato un po’ diffidente nei confronti della vita facile: quando siamo serviti e riveriti e dormiamo su un letto di piume è come se imboccassimo la scorciatoia più rapida per approdare a una vita mediocre. Pertanto, nel 2000, mi sono costruito una casetta in campagna dove vivo per sei mesi all’anno. Coltivo ortaggi e allevo polli. Partecipo anche alla costruzione di ponti e strade. Quando fa bel tempo coltivo la terra e quando piove leggo. Mi piace molto la vita campestre. Non potrei chiedere di meglio.

 

Prima di promuovere la corrente letteraria della “ricerca delle radici”, è lecito affermare che le sue opere (scritte prima del 1985) appartengano al filone della “letteratura delle ferite”? Le va di spiegare brevemente ai nostri lettori cosa si intende con “letterature delle ferite”? La sua esperienza di lavoro nei campi l’ha condotta a promuovere questo tipo di letteratura? Ci sono state delle influenze dirette o indirette?

L’esperienza è la risorsa creativa più importante di uno scrittore. Le ferite o il dolore in senso lato sono motivazioni forti per gli autori. Secondo un proverbio dell’antica Cina “l’ingiustizia provoca grida di protesta e il dolore e l’indignazione sono la genesi della poesia”. Tuttavia, proprio come accade con i bambini e gli adulti, quando guardano lo stesso paesaggio, vedono in realtà cose diverse; quando guardano la stessa mappa o usano lo stesso microscopio, dinanzi ai loro occhi si palesano cose ancor più diverse. Ebbene, ciò dimostra che la conoscenza e il pensiero siano limitanti. Per certi versi, sono loro a creare il nostro “sguardo” sul mondo e la nostra “esperienza”. Sono ormai trascorsi una quarantina d’anni. Se riscrivessi la storia di quel periodo, sicuramente la scriverei in modo diverso.

 

Lei inizia a scrivere già nel 1979, impegnandosi in un primo momento nel genere della narrativa cinese che viene definito “letteratura delle ferite”. Nel 1985 il suo stile subisce dei cambiamenti. Diventa capostipite e teorico della “letteratura delle radici” Secondo lei c’è qualche relazione indiretta tra la letteratura delle ferite e la letteratura delle radici?

C’è stato un tale cambiamento? È difficile rendersene conto quando si è direttamente coinvolti.

 

Tornando a parlare delle sue opere, la maggior parte dei critici sono concordi nel definire A Dictionary of Maqiao il suo romanzo più rappresentativo. Eppure spesso gli scrittori la pensano in modo diverso rispetto alla critica letteraria. Nella sua carriera trentennale, qual è il libro di cui è più soddisfatto? Perché?

Per gli scrittori, i libri sono come figli. Si vuole bene a tutti allo stesso modo, grassi, magri, belli, brutti che siano. Posso solo dire quali libri siano stati più influenti con un maggior numero di traduzioni all’estero. Nella fattispecie, fino ad oggi si tratta di Pa pa pa (pubblicato in Italia da Theoria nella traduzione di Maria Rita Masci), A Dictionary of Maqiao, South to the Mountains and North to the Waters (Nan Shan Shui Bei), Epilogue of the Revolution (Geming Houji), e Modification (Xiugai Guocheng).

 

A tutti coloro che vorrebbero cominciare a leggere le sue opere o avvicinarsi alla sua produzione letteraria, da quale libro possono iniziare? Qual è il suo consiglio?

Vi consiglio di non perdere tempo a leggere i miei libri. Rivolgete la vostra attenzione altrove. In Cina ci sono tanti scrittori con una capacità narrativa eccelsa che meritano davvero di essere approfonditi.

 

*Riccardo Moratto è sinologo e professore associato presso la Hunan Normal University. 

 

Riccardo Moratto 訪問中國著名作家 韓少功

 

近日《外國語言與文化》編輯部委託編輯部外籍編輯莫冉(Riccardo Moratto,筆名韋佳德)博士專訪著名作家韓少功。韓少功是中國當代著名作家。八十年代他首倡尋根文學,是中國新時期文學代表作家之一。他的作品主要以文革時的有關經歷為素材,曾多次獲得中國和外國的獎項。他現在一半時間生活在汨羅農村,一半時間生活在城市。韓少功的代表作包含《月蘭》、《爸爸爸》和《馬橋詞典》。韓少功寫了四部長篇小說、十三部中篇小說、六本散文集,一本電影劇本。他曾也翻譯《生命中不能承受之輕》這本長篇小說及《惶然錄》。

 

海南 2020.04.14

 

1.    Moratto: 韓老師,您好。感謝您抽出寶貴的時間來接受這個採訪。這幾個月世界上很多人因瘟疫而被隔離,您過得如何?海南現況如何?

韓:我在中國最南邊的一個海島城市居家隔離,不能旅行和聚會。不過這裡是低風險區,因此我每天可以海邊散步,只要戴口罩,還可以去商店。

2.    Moratto: 對您來說,何謂創作?在今天的中國,創作意味著什麼?

韓:寫作可能是謀生,可能是遊戲,可能是同朋友聊天,也可能是同上帝對話……人有複雜性和多變性。說實話,有時候我寫不同的作品、甚至不同的段落,可能出現上述不同的情況,並沒有高純度的一貫和唯一。

3.    Moratto: 您曾說,您去過義大利兩次,對我國家感到親切,也喜歡我們的文化和人民。您也讀過不少義大利作家的書?可否跟義大利讀者分享一下,您最喜歡的義大利作家是哪位?在某種程度上,有沒有影響到老師您的文筆或創作風格

韓:義大利是西方文明的重要源頭之一,又是近代文藝復興的起點和高地。你走到哪裡,都像進了博物館。自由、熱情、不無散漫、充滿人情味的日常生活,也很有滋味。卡爾維諾、皮蘭德婁就是我非常喜歡的大師。莫拉維亞也不錯。克羅齊、葛蘭西是智慧的學者,其觀點常被我引用。2010年我去布魯塞爾,參加首屆中歐文化高峰論壇,還與安貝托艾柯有過難忘的交流,他的廣闊視野和思考深度讓我敬佩。

4.    Moratto: 在世界文學裡,哪位作家或文派對於形塑老師您的創作風格來說最重要?為什麼?

韓:我是個雜食類動物,口味比較寬,因此不好說哪一個作家最重要。這就像我很難說吃的哪一頓飯最重要。文學的影響總是多重的,錯綜複雜,互為因果。有時候你吃了辣的,才更喜歡吃甜的;又因為吃過甜的,對鹹才有更好的體會和理解。

5.    Moratto: 我目前正在翻譯老師您的代表作之一,就是《馬橋詞典》。目前義大利尚未出版老師您的這本書。希望看了這次的專訪之後,有出版社會下定決心出版中國當代文學最具有代表性的大作之一。我們可否從老師您的創作靈感以及創作風格談起?不少讀者也許知道老師您曾在八十年代他首倡尋根文學這個當代文學流派。可否請老師談一談尋根文學的特點以及尋根文學如何反映出老師作品中的特徵?

韓:李莎和米塔你認識嗎?她們已經翻譯了這本書,大概近期要出版。不過重譯也沒關係,我得謝謝你的關切。至於1980年代的“尋根”,那既是針對文革式的“橫掃四舊”,也是針對此前此後的“全盤西化”——它們在政治立場上雖然左右對立,但都有文化換血的激進主張,構成了共同的文化焦慮和文化自宮。事實上,世界上那麼多國家被歐洲殖民了數百年,政體、宗教、語言甚至都換了,差不多“文化換血”了,也並沒有變成歐洲呵。因此在各種文化傳統之間建立正常的對話關係,互相借鑒和吸收,再造自己,才是一個成年人應有的思考。

6.    Moratto: 阿城、鄭義、賈平凹、王安憶、李銳、莫言的作品也被定義成尋根文學的代表作。義大利讀者也許對阿城及莫言比較熟悉。您作品與他們作品之間最大的差別是什麼?

韓:這可能得由讀者來說。我說了也不算。

7.    Moratto:《馬橋詞典》,是您於1996年出版的小說,按照詞典的形式,收錄了其在當知青下放湖南汨羅縣虛構村莊馬橋的115個詞條。您當時為何決定用這樣的敘述寫作?

韓:用詞條展開的方式,方便把一些非小說因素帶入小說,更自由地釋放作者感受,實現一種小說的文本新實驗。我翻譯的昆德拉《生命中不能承受之輕》中,有一章就是詞典形式。我覺得小說有這麼多年了,多少有點老態了,各種文本嘗試都是值得鼓勵的。

8.    Moratto: 《馬橋詞典》出版後,張頤武、王幹批評該書抄襲了米洛拉德·帕維奇的《哈紮爾辭典》,引發了所謂的“馬橋事件”、“馬橋之爭”。不過,您當時斬釘截鐵地公開表示:“這次事件當然不是什麼誤傷,是一次有預謀的文化扼殺。”而且,您後來因此起訴評論者侵犯其名譽權,並獲得勝訴。您當下怒氣之外的真正意義是什麼?何為“一次有預謀的文化扼殺”?

韓:我與他們並不熟,但批評過他們時髦一時的拜金主義,即那種對金錢、市場化、資本主義全球化的原教旨式的迷信和狂熱。他們先是偽造我的觀點,後來又抓住兩個書名的相似,發起“抓賊”和“獵巫”的運動,讓報紙、電視、網路一齊上,搞臭爭議對手的名聲。這種做法似乎最省事,當然也最不光彩。

9.    Moratto: 既然當時您還沒閱讀米洛拉德·帕維奇的《哈紮爾辭典》,後來拜讀之後,有何感想?

韓:後來讀過,非常尊重作者的想法和追求。事實上,這事還是由別人來說比較好。《馬橋詞典》在塞爾維亞已經翻譯出版。該國教授蒲賽奇(Pusic Radosav 2009年就指出:“難以苟同張頤武等人的意見。中國大多數媒體的報導都有達到轟動效應的目的,所以沒有經過嚴肅思考,是沒有可靠依據的。” 國際比較文學協會前主席佛克瑪(Douwe Fokkema2005年也指出:“我比較過這兩部‘詞典’。我必須指出:韓少功的與帕維奇的完全不一樣。韓少功確確實實寫出了一部原創性作品,並且在我看來——當然這完全是我的個人判斷,《馬橋詞典》比那位塞爾維亞/克羅埃西亞作家的‘詞典’更有價值。”

 

10 Moratto: 您的作品及創作風格毫無疑問地受到卡夫卡(Kafka)和加布裡埃爾·加西亞·瑪律克斯(Gabriel García Márquez)魔幻現實主義的影響。不過,閻連科在他的《發現小說》這本著作裡說您的作品,向《爸爸爸》都有著神實主義的描寫和細節。您對此有什麼想法呢?

韓:我不太瞭解他說的“神實主義”是什麼意思。是現實+虛構(或想像、誇張、魔幻、超現實)嗎?問題是,文學不是新聞,不是歷史,不都是一直不同程度的這樣嗎?叫什麼可能無所謂。

 

11 Moratto您覺得尋根文學和鄉土文學有沒有共同點?若有,是什麼?大自然之角色是否起著舉足輕重的作用?

    :所謂鄉土文學,可能是指那些注重道德視角、政治視角的作品,不過是以鄉土為故事的舞臺和背景而已。我理解的“尋根”,更多體現為文化視角,強調不同文化之間的對話關係,倒不一定是紙上的“鄉村一日遊”。中國已故的汪曾祺先生生前最贊成“尋根”,但他大多是寫城市題材,不一定寫鄉土和自然。這並不妨礙我們承認,一般說來,鄉土保存中國傳統文化的元素更多一些。

 

12 Moratto: 也有評論家將您的作品歸類為新歷史主義?您認同嗎?可否跟我們讀者解釋何為新歷史主義?

韓:我不太關心評論,好像沒聽人這麼說過。

 

13  Moratto: 您來自於湖南省。目前跟我一樣身為湖南師範大學的教師。對您來說,湖南代表什麼?在您的作品中起何角色?您覺得湖南人的特徵有哪些?通過您的敘述,您希望將湖南人的什麼特點傳達給世界?

韓:如果從屈原算起,兩千年下來,湖南經歷了詩學儒家/理學儒家/實學儒家的不同形態——這需要一本大書才能說清楚。特別是近代以來,有一批知識份子胸懷天下、注重實踐、性格頑強,構成了中國文化中頗有特色的一脈。當然,任何文化都是“雜種”。湖南文化同樣沒有高純度,只是說,不同的雜種可能“雜”得不一樣,湖南這個雜種同墨西哥、菲律賓那些雜種就不一樣。作家可以幫助人們瞭解這裡的人是如何生活、如何感受世界的。

 

14  Moratto: 我們似乎還有另外一個共同點,就是譯者的身份。您曾把米蘭·昆德拉所著的《生命中不能承受之輕》翻譯成中文?您對這本書的想法是什麼?還有您覺得翻譯對作家來說會不會帶來創作及文筆方面的某種影響?若無,這本書在您心中留下最大的印象是什麼?

韓:讀過,譯過,肯定是要受其影響,只是自己的哪一篇、哪一段受到具體影響,不好說。昆德拉當然不是全能選手,也會有他的弱項。但比方說,他善於把一種政治批判上升為一種哲學思辨的能力,就值得很多中國作家學習,特別是想從1980年代那種政治化模式中走出來的人。

 

15  Moratto: 您作家生涯當中,獲得過非常多榮譽。其中,曾在1988年,您應法國文化部的邀請前往法國。代表法國政府向您授予法國藝術與文學騎士勳章。莫大榮幸。您當下的心情如何?

韓:能與一部分法語讀者分享我的經驗和感受,得到他們認可,當然讓我高興。由此可見,由於語言和文化的分隔,由於歷史經驗和現實處境的差異,東、西方讀者之間,有些地方不容易溝通,但在很多方面還是可以溝通的,我們的翻譯工作不是毫無意義。

 

16  Moratto: 如今世界相當混亂。在中國許多當代小說裡的主人翁常受自然與命運的無情束縛,卻似乎在簡單而最有人情味的事物中找到了希望。 對您來說,人唯一的生命希望是什麼?

:疫情期間,我在家看過一個義大利電影《燦爛人生》上下集,發現主角們與中國的1960一代,即“老三屆”們,有不少相通之處。歐洲有宗教、種族、資本主義等敏感問題,中國人可能知之甚淺。中國人有貧困、外侮、官本位和官僚主義等敏感問題,歐洲人可能知之甚淺。但人們不管遇到什麼困難,都在追求,都在奮鬥,都在相濡以沫,把不如意的日子過得悲欣交集甚至有滋有味,這可能就是希望。

 

17 Moratto: 您覺得現在的中國年輕人真的向社會說的那麼膚淺?搶著買新出的手機、只顧著賺錢、似乎活著在你死我活的宮廷現代版?還是說,現在中國年輕人想方設法喊出自己的心聲,只是再怎麼喊,仍無人能聽?您覺得現在的中國人最需要的是什麼?在官方敘述門外,大家最盼望的、最嚮往的是什麼?

韓:物質主義、消費主義、發展主義是一種膚淺而危險的現代觀,人類應該更加重視整體的社會利益、生態利益、精神利益。我已經老了,不相信年輕人可能而且應該複製上一代。未來屬於他們,取決於他們自己。他們會有自己問題,自己的折騰,自己的經驗,自己的解決方式。他們還會有自己的優秀者(可能是少數)和平庸者(可能是多數),甚至犧牲品(不確定是多少),那是一定的。我只是希望他們少一些犧牲品,比我們幸運。

 

18  Moratto: 1978年之前,您曾被貼“知青”的標籤。因此,被送往農村勞動,您可以跟我們分享當時的經驗嗎?

韓:我年輕時在鄉下勞動過六年,除了貧困和政治歧視,我不覺得勞動有什麼不好,瞭解大自然和社會最底層有什麼不好。我有點警惕安樂。安樂的生活肯定是通向平庸的生活。因此,2000年,我在鄉下蓋了個房子,後來每年在那裡住半年,自己種菜養雞,參與架橋修路,很享受這種“晴耕雨讀”的農家歲月。

 

19  Moratto: 宣導尋根文學之前,您在1985年之前所處的作品都主要宣導傷痕文學?你可以向我們的讀者稍微介紹以下何為傷痕文學?您的鄉下勞動經驗是否導致您宣導傷痕文學?有沒有直接或間接的影響?

韓:經歷是一個作家最重要的創作資源,傷痕和痛感是寫作者的重要動力,這在中國古代叫“不平則鳴”、“悲憤出詩人”。但如同小孩與成人看同一片風景,看到的並不一樣;他們看同一張地圖或同一個顯微鏡,看到的更不一樣。這就證明,見識或思想,一直在制約甚至創造我們的“看”,我們的“經歷”。三、四十年過去了,如果我現在再寫當年下鄉的故事,肯定與當初會寫得不一樣。

 

20  Moratto: 為什麼在1985年左右,您的創作風格又經過翻天覆地的改變?從此開始宣導尋根文學?換言之,傷痕文學及尋根文學有沒有一種間接互相影響的關係?

韓:有這種改變嗎?可能“當局者迷”,我沒有明確的自我意識。

 

21 Moratto: 言歸老師的作品,很多評論家都異口同聲地說,《馬橋詞典》卻是您的代表作。但很多時候,作家本人不太認同文學評論者所言。我想請教一下老師,您創作生涯長達三十幾年,您對哪部作品最為滿意?為何?

韓:一般來說,作品都是自己的孩子,你對胖的瘦的美的醜的不會偏愛。我只能說,迄今為止,《爸爸爸》《馬橋詞典》《山南水北》《革命後記》《修改過程》這幾本影響大一點吧,包括境外的譯本也多一點。

 

22  Moratto: 我相信很多義大利人希望可以多瞭解您的作品。還沒機緣拜讀老師的作品的讀者,可以從哪本開始?

韓:不需要在我這裡浪費時間了。你大可跳過去,有更多優秀的中國敘事值得你們去瞭解。

 

3. Su Tong

 

Intervista esclusiva a Su Tong

 

Nella società contemporanea gli scrittori sono come un lampione volto a illuminare una parte di mondo facendo così strada ad alcuni passanti. Talvolta i lampioni vengono eretti in corrispondenza di incroci trafficati, dove la gente va e viene, e in tal caso la luce appporta un contributo ancor più significativo. Tuttavia la maggior parte dei lampioni si trova su vicoli isolati e così fanno luce solo a pochi escursionisti notturni.

 

A cura di Riccardo Moratto

 

Su Tong è uno degli scrittori più importanti nel panorama letterario della Cina contemporanea. Viene considerato uno dei rappresentanti del neorealismo contemporaneo d’avanguardia cinese, nonché uno degli scrittori cinesi più influenti e noti a livello internazionale. Le sue prime prove narrative sono state pubblicate nel 1983 da alcune riviste cinesi, in particolare Qingchun (Gioventù), Qingnian zuojia (Giovani scrittori) e Xingxing (Le stelle). Nel 1987 pubblica Nineteen Thirty-four Escapes con cui ottiene immediata fama letteraria. Da quel momento in poi, Su Tong venne considerato dalla critica come il principale esponente del movimento d’avanguardia. Il romanzo breve Mogli e concubine è uno dei suoi capolavori indiscussi, da cui è stato tratto il film Lanterne rosse di Zhang Yimou, Leone d’argento al Festival di Venezia del 1991. Il film fu candidato al Premio Oscar per il Miglior film straniero nel 1992. Nel 2009, Su Tong vince il Man Asian Literary Prize con The Boat to Redemption, diventando così il secondo scrittore cinese insignito di un premio così prestigioso. Prima di lui ricordiamo Jiang Rong al quale fu conferito il Man Asian Literary Prize per Il totem del lupo (ed. Mondadori, traduzione di Maria Gottardo e Monica Morzenti) nel 2007. Nel 2011 Su Tong viene nominato per il Booker International Award. Nel 2015 vince il 9° Mao Dun Literature Award con il romanzo Yellowbird Story. Attualmente è il vicepresidente dell’Associazione degli Scrittori del Jiangsu.

 

Nanchino, 8 maggio 2020

 

Moratto: In primis mi permetta di ringraziarla per aver accettato di concederci quest’intervista. È davvero un onore per me avere l’opportunità di conversare con lei. In questi mesi la maggior parte della popolazione mondiale è in quarantena a causa della pandemia in corso di COVID-19. Lei come sta vivendo questi mesi di isolamento? Com’è la situazione a Nanchino?

Su: Non mi posso lamentare. Per noi scrittori l’isolamento è po’ una specie di deformazione professionale. In questi mesi sono impegnato alla stesura di un romanzo. Poi mi posso ritenere fortunato perché ho un giardinetto di cui non mi sono mai occupato in realtà. Adesso invece ho tutto il tempo per essere un buon giardiniere. A dire il vero, qui a Nanchino l’epidemia non è mai stata grave e adesso la vita è praticamente tornata alla normalità. È anche vero che noi cinesi siamo abituati a metterci la mascherina quando usciamo, non ci crea alcuna difficoltà. Sono ancora tante le persone che senza mascherina non escono di casa.

 

Moratto: In un momento così difficile, la lettura e la letteratura sono sicuramente utili per la salute mentale umana. Secondo lei, cosa sono la lettura e la letteratura per un adulto? Credo anche che oltre alla lettura, la scrittura sia altrettanto importante per superare un momento così arduo come quello che stiamo vivendo. Ricordo che in un’intervista alla China Global Television Network (CGTN) una volte disse: “I pioneri del movimento d’avanguardia non sono più tali. Eppure, a prescindere da tutto il resto, è imperativo continuare a scrivere. ” Perché per lei è così importante la scrittura? Che cosa rappresenta per lei?

Su: Per la gente comune la lettura, così come la letteratura, non sono certo una necessità. Non sono però neanche un lusso. Sono qualcosa di simile a un supplemento nutrizionale volto a mantenere il mondo spirituale degli esseri umani, ad arricchirlo e a renderlo indipendente. La letteratura ha i suoi alti e bassi. In quanto scrittore auspico che le mie opere e la mia creatività non ristagnino mai. Un proverbio cinese recita “l’acqua che scorre non diventa mai putrida”. Mi piace molto quest’immagine che, a mio avviso, può essere intesa come uno stato ideale della creazione artistica ma anche come il giusto atteggiamento nei confronti della vita. Per me scrivere non è un mero sogno letterario, bensì un segno del flusso del mio esistere.

 

Moratto: Cosa significa scrivere in Cina al giorno d’oggi?

Su: Oggi, così come in passato, scrivere in Cina significa osservare il mondo e annotare gli eventi.

 

Moratto: Molti lettori forse non sono al corrente che Su Tong è il suo nom de plume. Il suo vero nome è Tong Zhonggui. Le va di spiegare ai nostri lettori il motivo per cui ha scelto proprio Su Tong come nome di penna?

Su: Il motivo è molto semplice. Ho sempre odiato il mio nome, giacché in Cina è alquanto antiquato e obsoleto. La scrittura mi ha permesso di scegliere un nome che mi andasse a genio. Su, perché sono originario della città di Suzhou. Tong, perché il mio cognome originario è per l’appunto Tong. Per cui è come se il mio nom de plume rispondesse alle questioni filosofiche “chi sono?” e “da dove vengo?”.

 

Moratto: Sono decenni ormai che scrive indefesso. È sempre mosso dalle medesime motivazioni?

Su: Direi di no. Inizialmente l’unico desiderio era quello di pubblicare qualche romanzo per comprovare il mio talento. Adesso sono invece spinto da tutt’altra motivazione: l’auspicio di superarmi e di scrivere sempre meglio. Insomma, come si suol dire, il prossimo romanzo è sempre il migliore.

 

Moratto: In un’intervista una volta disse che non è molto soddisfatto delle sue fatiche letterarie. Si tratta di mera umiltà o di un desiderio genuino di superare se stesso e fare sempre meglio? Che cos’è per lei la grande letteratura? Perché libri quali Madame Bovary, I fratelli Karamazov, Guerra e pace, Il sogno della camera rossa, sono a giusto titolo definiti grandi opere letterarie?

Su: Tirando le somme mi ritengo abbastanza soddisfatto dei miei romanzi brevi. Peccato che all’estero non sono molti i lettori che vi hanno accesso. Per quanto concerne la grande letteratura, nutro profonda ammirazione per i cosiddetti classici (ne sono un esempio quelli che lei, Dottor Moratto, ha appena citato). A mio avviso, un classico è un libro in grado di rivelare il destino universale dell’umanità e di palesarne i tratti tipicamente umani in modo circostanziato e penetrante, ma anche con una visione di ampia portata.

 

Moratto: È lecito affermare che in Cina ha raggiunto la fama quando era ancora un giovane ragazzo. Nel 1988 pubblica Mogli e concubine nella prestigiosa rivista letteraria Harvest. Andando ancora più indietro nel tempo, nel 1983, tre anni dopo essere stato ammesso al Dipartimento di cinese della Beijing Normal University aveva già cominciato a pubblicare dei romanzi. Nel giro di qualche anno la sua creatività lo consacra alla fama come scrittore e lo fa diventare uno dei promotori, nonché uno dei maggiori rappresentanti del movimento d’avanguardia cinese. Secondo lei conseguire la fama sin da giovane è una benedizione o una maledizione per uno scrittore? Perché?

Su: Credo che non sia né una benedizione né una maledizione. Si tratta solo di una questione di tempistica. La fama letteraria altro non è che una medaglia che ci viene conferita dal Dio della letteratura. Averla o non averla poco importa. Se uno vuole scrivere continua a farlo anche se non gli venisse mai conferita vita natural durante. Se poi dovesse passare la voglia, uno non se la può certo prendere col Dio della letteratura, giusto? È pur vero che nella storia della letteratura sono ben pochi coloro che si sono fatti un nome negli anni del tramonto. Quindi è auspicabile raggiungere la fama prima che sia troppo tardi. Non mi pare un’affermazione azzardata.

 

Moratto: Nella sua carriera ha scritto più di venti romanzi e duecento tra racconti e romanzi brevi. Le sono stati conferiti innumerevoli premi, tra cui il Zhuang Chongwen Literature Award, il Chinese Literature Media Award, il Man Asian Literary Prize, il Hundred Flowers Award, il prestigioso Lu Xun Literary Prize, il premio alla cultura conferitole dalla provincia del Jiangsu nel 2013, il Tencent College Literary Award, il prestigioso Mao Dun Literature Prize, il Wang Zengqi Literary Award, etc. Secondo lei ottenere così tanti premi costituisce un incoraggiamento spirituale o un ostacolo allo sviluppo? Che significa essere onorato di così tanti premi prestigiosi? Tra tutte le onorificenze che le sono state conferite per le sue opere, qual è la fatica letteraria che l’ha resa più orgoglioso? Perché?

Su: Il discorso dei premi è abbastanza complesso. In linea di massima a qualunque scrittore piace essere insignito di un premio, soprattutto se si tratta di onorificenze alle quali tiene in modo particolare. Vincere un premio può dare una spinta di incoraggiamento. Credo siamo tutti d’accordo su questo. Personalmente non credo possa costituire un ostacolo allo sviluppo, anche perché pochi sono coloro che si pongono come ultimo obiettivo il conferimento di un premio. Se devo essere sincero, per uno scrittore il significato più importante che si cela dietro una vincita è la ricompensa pecuniaria. In secondo luogo, forse, la gioia derivante dagli applausi.  Comunque fatto sta che i premi non determinano in alcun modo il valore di uno scrittore. Taluni giganti della letteratura mondiale, quali Tolstoj e Kafka, non hanno mai vinto alcun premio. Nel mio caso non sono particolarmente orgoglioso di qualche mia opera che mi abbia fatto vincere dei premi prestigiosi, anche perché sovente i miei lavori tendono a non piacermi.

 

Moratto: Se non ricordo male, è stato in Italia varie volte. Che ne pensa del nostro Paese? Sicuramente avrà anche letto molti libri di autori italiani, giusto? Le va di condividere con i nostri lettori qual è il suo scrittore italiano preferito? Che influenza ha esercitato sul suo stile?

Su: Sono stato molte volte in Italia. L’anno scorso, in primavera, sono stato a Venezia per un mese difilato, roba da creare una vera dipendenza. Il mio scrittore italiano preferito è Italo Calvino. Ricordo ancora che quando lessi la trilogia I nostri antenati (una trilogia fantastica ed allegorica sull’uomo contemporaneo, costituita dai romanzi Il visconte dimezzato, Il barone rampante e Il cavaliere inesistente, N.d.T.) rimasi proprio meravigliato. Di recente sto leggendo Marcovaldo ovvero Le stagioni in città (pubblicato per la prima volta in Cina e tradotto dal mio amico Ma Xiaomo in modo magistrale). Italo Calvino lascia sempre stupefatti. Aveva proprio il dono della scrittura sin da giovane! A parte Calvino, mi piacciono molto anche alcune opere di Dino Buzzati e di Alberto Moravia.

 

Moratto: Spostando un attimo la nostra attenzione alla letteratura mondiale, quale autore o corrente letteraria ha contribuito in maniera preponderante a plasmare il suo stile di scrittore? Una volta disse di essere profondamente legato a Nove racconti (Nine Stories), una raccolta di racconti del 1953 scritti da J. D. Salinger. Le va di spiegarci il motivo?

Su: Tutt’oggi mi piace ancora questa raccolta. I romanzi brevi che scrissi nella prima fase della mia carriera letteraria ne furono profondamente influenzati dal punto di vista stilistico. Più tardi ho appreso che la scrittura deve liberarsi da qualsivoglia influenza esterna. I grandi maestri della letteratura finiscono col diventare un’ombra della quale è necessario liberarsi. Non ha importanza quale sarà il tuo stile, fatto sta che non potrai mai tramutarti in un loro clone.

 

Moratto: Molti esponenti della letteratura cinese moderna e contemporanea, quali Lu Xun, Mao Dun, Ba Jin e Lao She, ritengono che la letteratura possa aiutare gli esseri umani a migliorarsi e in certo modo spronare gli strati sociali più bassi a incamminarsi verso un futuro più radioso. Lei crede che la letteratura possa davvero farsi carico di una missione così grandiosa? In un’intervista una volta fu lei stesso a dire che gli scrittori non possono cambiare la società. Si tratta di un atteggiamento pessimista o di un dato di fatto? In altre parole, qual è il ruolo degli scrittori nella società di oggi?

Su: Nella società contemporanea gli scrittori sono come un lampione volto a illuminare una parte di mondo facendo così strada ad alcuni passanti. Talvolta i lampioni vengono eretti in corrispondenza di incroci trafficati, dove la gente va e viene, e in tal caso la luce apporta un contributo ancor più significativo. Tuttavia la maggior parte dei lampioni si trova su vicoli isolati e così fanno luce solo a pochi escursionisti notturni.

 

Moratto: Viviamo in un mondo alquanto caotico. In un suo intervento una volta disse: “Il dialogo tra culture diverse avviene grazie alla lettura”. Cercare di comprendere l’altro e di osservare il mondo senza indossare gli occhiali del pregiudizio è di fondamentale importanza in un mondo tanto caotico. Quando ci avviciniamo ad altre culture nel tentativo di comprendere ciò che è diverso dalla nostra, come possiamo avviare un dialogo con l’altro? Che ruolo svolge la letteratura da questo punto di vista?

Su: Quando una cultura si chiude ermeticamente in se stessa inevitabilmente appassisce. È necessario che vi sia comunicazione tra una cultura e l’altra. E la comunicazione deve essere paritaria. Non ha senso parlare di cultura dominante, subcultura e di cultura marginale. Questo non fa che creare ostacoli. Bisogna cercare dei punti in comune e non sottolineare le discrepanze culturali con aria di scherno o a fini derisori. La letteratura è il modo più veloce e ottimale per avviare un dialogo tra culture diverse.

 

Moratto: Che cos’è per lei la verità? Come la definirebbe? Cos’è vero e cosa non lo è? Nel romanzo Riso (inedito in Italia) lei scrive: “Non c’è niente di più ipnotico del riso. È più affidabile e più vicino alla realtà delle cose persino rispetto al corpo di una donna.” Le va di spiegare ai nostri lettori questa frase?

Su: La verità è come il sole e la luna. Sono lì seppur distanti da noi. Altre volte la verità è come una chiave infilata in un cassetto e per estrarla è necessaria un’altra chiave per poter anzitutto aprire il cassetto. La verità è il risultato di una cognizione. Come dobbiamo interpretare ad esempio La metamorfosi di Kafka? Un uomo che si trasforma in un enorme scarafaggio? È vero? Corrisponde alla realtà delle cose? Dipende tutto dalla nostra cognizione.

 

Moratto: Nei suoi romanzi le donne assumono quasi sempre un ruolo di primaria importanza. Qual è la funzione o il ruolo delle donne nella letteratura cinese moderna e contemporanea? Qual è l’immagine femminile che gli scrittori cinesi cercano di trasmettere?

Su: L’immagine è la stessa in qualsiasi letteratura. Quando viene narrata la storia di una donna, non si tratta di una questione di genere, bensì della storia di una persona. E lo stesso vale per l’immagine degli uomini nella letteratura.

 

Moratto: Rimanendo sul tema della donna, alcuni critici occidentali si sono domandati se per caso fosse affetto da misoginia. Mi spiego meglio. In molti suoi romanzi e racconti, quale Cipria (ed. Feltrinelli, traduzione di Maria Rita Masci), La casa dell’oppio (ed. Theoria/Orientalia, traduzione di Rosa Lombardi), Riso (inedito in Italia), Vite di donne (ed. Einaudi, traduzione di Silvia Calamandrei) e Altre vite di donne (ed. Einaudi, traduzione di Silvia Calamandrei), le donne vengono sovente rappresentate nella loro aggressività, depravazione (sono spesso prostitute viziate, vengono chiamate nei peggio modi dalla controparte maschile) e fanno sempre quello che passa loro per la testa. Ci potrebbe dire quale immagine del ruolo della donna nella società contemporanea spera di evocare nei suoi lettori di etnia non cinese?

Su: In realtà non mi ero mai posto questo problema: non ci avevo mai pensato. Davvero. Sono pronto a ricevere critiche.

 

Moratto: Spesso le sue opere sono permeate da un atteggiamento pessimistico nei confronti dei tratti più tipicamente umani. Questo riflette le sue vedute? Sempre nel romanzo Riso scrive: “La compassione e il calore sono come le pozzanghere nelle strade dopo la pioggia, superficiali e ingannevoli”. La pensa davvero così?

Su: No. Non corrisponde al mio modo di vedere le cose. I pensieri dei personaggi nei miei romanzi non rappresentano le mie vedute. Non sono né ottimista né pessimista nei confronti della natura umana. Anche perché la natura umana è come il tempo, può cambiare in qualsiasi momento. Chi è che non ama il sole e il cielo azzurro? Eppure spesso ci tocca accettare anche la pioggia, la foschia e le notti buie.

 

Moratto: Nella sua carriera ha scritto molti romanzi e racconti che sono considerati dei veri e propri capolavori, quali Riso (inedito in Ialia), Buddha’s Boogie (inedito in Italia), Why would the snake fly? (inedito in Italia), Cipria (ed. Feltrinelli), L’imperatrice Wu Zetian (inedito in Italia), Quando ero imperatore (ed. Neri Pozza, traduzione di Maria Gottardo e Monica Morzenti), Binu e la Grande Muraglia (ed. CSA Editrice, traduzione di Giulia Falcini), The Boat to Redemption (inedito in Italia), Yellowbird Story (inedito in Italia). In cuor suo, qual è il libro che meglio la rappresenta? Se dovesse sceglierne uno, quale sceglierebbe? Perché?

Su: Credo che i miei romanzi più rappresentativi siano Quando ero imperatore (ed. Neri Pozza, traduzione di Maria Gottardo e Monica Morzenti), The Boat to Redemption (inedito in Italia), e Yellowbird Story (inedito in Italia). Anche se in realtà penso che i miei romanzi brevi meritino di più. Ci sono legato in modo particolare.

 

Moratto: Yellowbird Story è un romanzo del 2013. Il romanzo racconta la storia intricata di un caso di stupro adolescenziale avvenuto negli anni Ottanta. I temi principali sono il peccato, la punizione, l’auto-redenzione, l’espiazione dei peccati, la disperazione e la speranza. Nel 2015 Yellowbird Story è stato insignito del Mao Dun Literature Prize. Nel 2019 è stato inserito in una raccolta di 70 romanzi più influenti della Nuova Cina. Ho letto che ha tratto ispirazione da un evento realmente accaduto. Può raccontarci qualcosa sull’origine di questo libro?

Su: Esatto. Questo romanzo trae ispirazione da un evento realmente accaduto. Questo libro mi sta particolarmente a cuore perché è come se avessi eretto un edificio rappresentativo a conclusione dei romanzi facenti parte della serie ambientata in via Xiangchunshu (Toon Street nella versione anglossasone).

 

Moratto: Lei stesso ha affermato che durante la stesura di questo romanzo non facevo altro che pensare a Delitto e castigo e Umiliati e offesi dello scrittore russo Fëdor Dostoevskij. Come si riflettono questi due romanzi nel suo libro Yellowbird Story?

Su: I protagonisti di Yellowbird Story vengono sistematicamente umiliati e offesi. Il delitto (pena nella traduzione cinese) e il castigo accompagnano sempre il destino di questi personaggi. È un po’ come se avessi usato Delitto e castigo e Umiliati e offesi dello scrittore russo Fëdor Dostoevskij per riassumere la storia del romanzo.

 

Moratto: Se mi permette vorrei tornare a parlare del suo romanzo breve più conosciuto a livello internazionale, Mogli e concubine (ed. Feltrinelli, traduzione di Maria Rita Masci) da cui è stato tratto il film Lanterne rosse di Zhang Yimou. Mogli e concubine è stato nominato come uno dei cento romanzi più importanti del ventesimo secolo, classificandosi all’ottantunesimo posto. Il film fu candidato al Premio Oscar per il Miglior film straniero nel 1992 e vinse il Leone d’Argento alla 44 Mostra del Cinema di Venezia e il British Academy Film Award come Miglior film straniero. È lecito affermare che con quest’opera la Cina si è affacciata alla ribalta cinematografica. Anzitutto vorrei chiederle se è soddisfatto del risultato artistico nella trasposizione cinematografica?

Su: Come potrei non esserlo. Mi ritengo molto soddisfatto.

 

Moratto: La scenografia di Lanterne rosse è stata scritta da Ni Zhen. Talvolta l’autore del romanzo da cui è tratto un film o una serie televisiva partecipa alla stesura del copione o della scenografia. Penso ad esempio a Margaret Atwood nell’adattamento del suo Il racconto dell’ancella (ne è stata tratta una serie per Hulu). Ci sono dei punti della trasposizione cinematografica in cui non si è trovato d’accordo? Penso ad esempio alla morte della domestica Yan’er, al modo in cui viene uccisa Meishan, al rapporto tendente all’omoaffettività tra il primogenito e il maestro di flauto (eliminato in toto nel film).

Su: Penso che il romanzo appartenga allo scrittore. Il film, seppur tratto dal romanzo, è di appannaggio esclusivo del regista. Ne può fare ciò che vuole. Il distinguo è netto e ne sono ben consapevole. Quindi non ho avuto da ridire su nessuna scelta.

 

Moratto: Se me lo concede, vorrei farle una domanda un po’ provocatoria. Crede che Mogli e concubine sia stato adattato al grande schermo perché può essere considerato un capolavoro letterario o è proprio la trasposizione cinematografica ad avergli conferito lo status di capolavoro?

Su: Credo sia una domanda legittima e per me non è affatto provocatoria. Non credo che Mogli e concubine sia un grande libro. Eppure è il romanzo che ha avuto più successo. Per quale motivo? Be’ certamente per il successo che ha avuto il film. Questo è innegabile.

 

Moratto: Per ogni scrittore il più grande riconoscimento si trova nel plauso e nel consenso dei lettori. Le è mai capitato di incontrare dei lettori molto appassionati dei suoi libri? Magari le hanno chiesto chiarimenti su alcuni dettagli nei suoi romanzi o dei retroscena esclusivi su determinati personaggi?

Su: Mi è capitato più di una volta. È sempre molto interessante condividere con i lettori i retroscena sul destino di alcuni personaggi. D’altronde è lecito pensare qualsiasi sciocchezza si voglia senza incorrere in nessun problema legale.

 

Moratto: Vorrei che mi raccontasse qualcosa della sua tecnica narrativa. In molti suoi romanzi usa il monologo interiore e il discorso indiretto libero. Quale effetto narrativo riesce a ottenere con queste tecniche?

Su: In realtà non mi prepongo alcun obiettivo. La tecnica del monologo interiore l’ho usata, sì, ma non troppe volte. Del discorso indiretto libero, invece, ne faccio ampio uso. Non mi piace avvertire il lettore: “Fate attenzione, il personaggio sta parlando, prestate attenzione!”. Preferisco fondere le parole dei personaggi nel sistema narrativo in modo del tutto naturale senza lasciar traccia.

 

Moratto: Lei è originario della provincia del Jiangsu. Che cosa rappresenta per lei il Jiangsu? Che ruolo svolge nelle sue opere? Quali sono per lei le caratteristiche più evidenti delle persone provenienti dal Jiangsu? Attraverso la sua narrativa, quali precipuità della gente del Jiangsu vuole trasmettere al mondo?

Su: Dovremmo fare un distinguo tra il nord e il sud della provincia del Jiangsu. Ci sono delle notevoli differenze culturali. Io sono nato e cresciuto nel Jiangsu ma non mi sono mai posto come obiettivo quello di scriverne. Ho scritto vari romanzi ambientati in via Xiangchunshu (facente parti della serie Toon Street in inglese). Come dire: preferisco limitarmi a una strada piuttosto che a una regione estesa. Ho sempre sperato che questa strada non appartenesse solo al Jiangsu o a dei miei ricordi personali, bensì che diventasse dominio di tutti i miei lettori, ovunque essi si trovino.

 

Moratto: Negli ultimi anni c’è stato un incremento esponenziale della produzione letteraria in Cina con alcune opere più degne di nota. Secondo lei quali correnti letterarie possiamo intravedere nel nuovo secolo? Qual è il suo scrittore preferito? Perché?

Su: A dire il vero, non me ne intendo di correnti letterarie. Non ho uno scrittore preferito: ce ne sono vari che secondo me meritano molto. Ma non me la sento di fare nomi perché mi sentirei di fare un torto ad altri autori altrettanto validi.

 

Moratto: Negli ultimi dieci anni gli occhi del mondo sono puntati sulla Cina per vari motivi. Talvolta si tratta di giudizi favorevoli, altre volte meno lusinghieri. Lei crede che la letteratura si debba assumere il compito di “raccontare la Cina”? Qual è l’immagine della Cina che spera di veicolare attraverso le sue opere letterarie? Secondo Yan Lianke non è più possibile trasmettere il vero volto della Cina tramite il realismo. Ma soprattutto qual è secondo lei il vero volto della Cina?

Su: Gli scrittori cinesi debbono “raccontare la Cina”. Come raccontarla è un altro paio di maniche. Ogni autore lo fa in modo diverso. Abbracciare o meno il realismo dipende altrettanto da scelte autoriali individuali. Nessuno conosce il vero volto della Cina. Tutti cercano di guadare il fiume, eppure non vi sono rigagnoli per attraversarlo, ma solo un grande torrente indomabile e implacabile. Chi sa nuotare lo attraversa a nuoto, chi ha a disposizione una barca farà altrimenti. Solo quando raggiugiamo l’altro lato, saremo più vicini al vero volto, alla realtà delle cose. Naturalmente, è anche possibile che da qui vediamo sbocciare delle rose sulla riva opposta e che allorché giungiamo a destinazione ci accorgiamo a malincuore che le rose sono già appassite.

 

Moratto: Una volta disse che non crede nella rapidità dello sviluppo giacché, se sano, deve avvenire gradualmente. Secondo lei come possiamo riassumere la Cina attuale, prodotto di un celere sviluppo? Potrebbe riassumere la Cina di oggi con cinque aggettivi?

Su: Ho riflettuto molto su questa domanda. Tutti gli aggettivi che mi vengono in mente lasciano il tempo che trovano. Non me ne posso fare una colpa. Ogni parola perde la sua accuratezza quando viene utilizzata nel tentativo di descrivere la Cina di oggi. Chiedo venia se non riesco a essere più incisivo.

 

Moratto: Pensa che i giovani di oggi in Cina siano davvero così superficiali come la società sovente li dipinge? Pensano davvero solo a comprarsi l’ultimo modello del cellulare, vivono davvero in un mondo in cui “mors tua vita mea” come se si trovassero in una versione moderna della corte imperiale cinese? Oppure ci sono tanti giovani che cercano di dar voce al proprio cuore e, nonostante urlino e si sgolino, la società fa orecchie da mercante? Secondo lei, di cosa hanno più bisogno i cinesi al giorno d’oggi? Al di là dei confini della narrativa ufficiale, a cosa anela la gente? Che cosa brama?

Su: Credo non esista un prototipo unico di giovane cinese. Ognuno ha le sue caratteristiche e, di conseguenza, anela a sogni diversi. Come le dicevo di recente sto leggendo Marcovaldo ovvero Le stagioni in città (una raccolta di venti novelle di Italo Calvino). Il primo racconto si intitola Funghi in città. Marcovaldo, mentre aspetta il tram per andare al lavoro, scopre dei funghi cresciuti su una striscia d’aiuola d’un corso cittadino. Il sogno del protagonista è quello di raccogliere i funghi in modo da poter cucinare un pasto a base di funghi per la sua famiglia. Nel secondo racconto, La villeggiatura in panchina, il sogno di Marcovaldo è di poter lasciare la casa affollata e rumorosa e andare a dormire sulla panchina del parco assorto nella contemplazione del cielo stellato. Questa è la storia di un italiano di nome Marcovaldo, ma potrebbe anche essere la storia di un cinese qualunque.

 

Moratto: Viviamo in un mondo alquanto caotico. I protagonisti dei romanzi di molti autori contemporanei cinesi, alla mercé di destini avversi e di una natura inesorabile, sembrano ritrovare la speranza nelle cose più semplici e più umane. Secondo lei, qual è l’unica ancora di salvezza per l’uomo? Che cos’è per lei la felicità? Colgo anche l’occasione per ringraziarla della disponibilità.

Su: La vita è un viaggio volto alla ricerca della speranza e della felicità. Pertanto la vita stessa è la miglior ancora di salvezza per l’uomo. Soltanto vivendo è possibile toccare con mano la felicità. Grazie a lei.

 

 

*Riccardo Moratto è sinologo, simultaneista, traduttore letterario e professore associato presso la Hunan Normal University.

 

 Riccardo Moratto 莫冉博士访问中国著名作家 苏童

 

苏童是中国当代先锋派新写实主义代表人物之一,也是当代最具影响力、最受推崇的作家之一。苏童的成名作当推1987年发表的《一九三四年的逃亡》,从那时起,苏童被批评界看成“先锋派”(或“后新潮”)的主将。《妻妾成群》则是典型代表作,获得《小说月报》1991年第四届百花奖。《妻妾成群》被著名电影导演张艺谋改编成电影《大红灯笼高高挂》,获奥斯卡金像奖提名。2009年11月,他以《河岸》赢得曼氏亚洲文学奖,成为继2007年姜戎的《狼图腾》后,第二名中国作家获此殊荣。2011年,苏童入围布克国际奖。2014年,《黄雀记》获第五届红楼梦奖决审团奖。2015年,《黄雀记》获第九届茅盾文学奖。苏童也是中国作家协会江苏分会驻会专业作家。

 

南京, 2020.05.08

 

1.    Moratto: 苏老师,您好。感谢您抽出宝贵的时间来接受这个采访。这几个月世界上很多人因瘟疫而被隔离,您过得如何?南京现况如何?

苏:我比别人好一点,一是我的职业,写作行为本身就是一种隔离,我一直在写一个长篇小说。二是我有一个花园,以前没时间打理,这次有足够的时间,做一个好园丁。南京的疫情从来都不严重,现在则基本恢复了正常,当然,所有中国人觉得出门戴口罩不是件痛苦的事,现在还有很多人戴口罩出门。

2.    Moratto: 在如此艰难的时间,阅读与文学肯定对人类精神健康很有帮助。您觉得对一个成人而言,文学与阅读是什么?另外,除了阅读,创作与写作也至关重要。有一次,您接受中国环球电视(CGTN)访问的时候,您曾说先锋派早就不是开拓者,但无论如何继续创作下去、继续写着是最重要的一件事。对您来说,创作为何如此重要?有何意?

苏:阅读与文学对于普通人来说不是必需品,不是奢侈品,它是一种类似综合营养素的东西,维持的是人的精神世界,让其丰富,让其独立。对于我来说,文学的潮流终将退潮落潮,但我的创作必须保持流动,我很喜欢流水不腐这个成语,这不仅可以理解为理想的创作状态,也是美好的生命状态,我觉得写作对于我来说,不仅事关文学梦想,也是我生命流动的标志。

3.    Moratto: 在今天的中国,创作意味着什么?

苏:无论在何时何地的中国,创作从来都是个人对世界的观察与记录。

4.    Moratto: 许多读者也许不知道苏童是您的笔名,您的原名是童忠贵。可否跟读者分享一下您为什么选了苏童这个笔名呢?

苏:我的笔名其实很简单,我的原名在中国属于极其老旧陈腐的名字,从小厌恶自己的名字,写作让我自然地拥有了我喜欢的名字。苏——我是苏州人,童——我的姓是童,所以我的笔名基本交代了“我从哪里来”“我是谁”的两个哲学问题。

5.      Moratto: 这么多年来不斷地写作,您的动机始终如一吗?您一开始的动力  跟现在的动力是否不一样?苏:不一样。最初写作的动机只是为了能发表几篇小说,以此证明自己的才华。现在的动机和动力是:始终觉得自己还可以写得更好一点。下一部小说,应该更好一点。

6.    Moratto: 您曾说您对您的小说不是很满意。请问,这是谦虚的说法还是精益求精之精神?对您来说,何为伟大的文学?为何《包法利夫人》,《卡拉马助夫兄弟们》, 《战争与和平》,《红楼梦》等作品为何均堪称伟大文学作品?

苏:我对自己的短篇小说相对满意,但可惜国外读者几乎没有机会阅读我的短篇小说。说到什么是伟大的文学的标准,我依然推崇那些经典杰作(你提及的都是),所谓经典,就是它在揭示人类普遍命运、彰显人性普遍内容的时候,比别人更加深入,更加尖锐,更加广阔。

7.    Moratto: 您在中国成名得很早。1988年9月,小说集《一九三四年的逃亡》由上海社会科学出版社出版;同年,在《收获》杂志发表小说《妻妾成群》 。在这之前,1983年,您就开始发表小说。1985年底,在《收获》的第五期发表《1934年的逃亡》而一举成名,成为先锋小说的领军人物之一。您觉得作家年轻的时候就成名是祝福还是诅咒?为什么?

苏:既不是祝福也不是诅咒,只是个时间问题。所谓成名,是文学的上帝发给你的一枚勋章而已,有勋章无勋章,什么时候得到勋章,或者干脆就一生无勋章,你想写还是要写,不想写了也不应该是与文学的上帝赌气,对不对?当然,文学史上很少有人在暮年成名,所以,相比来说,出名要趁早。这句话没有什么错。

8.    Moratto: 在您的作家生涯中,您创作出版20余部长篇小说以及200多篇中、短篇小说,曾获得许多奖项,其包括庄重文文学奖、华语文学传媒大奖年度杰出作家奖、英仕曼亚洲文学奖、第十四届百花奖、第五届鲁迅文学奖、江苏省2013中华文化人物、腾讯书院文学奖、第九届茅盾文学奖、第十七届百花文学奖短篇小说奖、第五届 汪曾祺文学奖、第十八届百花文学奖短篇小说奖。您觉得获奖对于作家来说是一种精神方面的鼓励还是一种发展的阻碍?您认为,「获奖」对一个文学家而言,有何意义?您得过奖项中,让您最骄傲的作品是哪本?为什么?

苏:奖项问题很复杂,一般来说,作家都喜欢获奖,尤其是那些他个人认可看重的奖项。获奖能够鼓励人,这似乎说得通,但阻碍似乎不可能,很少有人将某个奖项作为写作的终极目标的。获奖对一个作家的意义主要是奖金的意义,其次是听到几声掌声喝彩。但奖项绝不决定一个作家的价值。要知道托尔斯泰、卡夫卡这样伟大的作家都没有得过什么奖。说到我个人,我没有什么特别值得骄傲的获奖作品,因为我确实很容易嫌弃自己的作品。

9.    Moratto: 您去过意大利,对我国家有何感想?我相信您也读过不少意大利作家的书?可否跟意大利读者分享一下,您最喜欢的意大利作家是哪位?在某种程度上,有没有影响到老师您的文笔或创作风格?

苏:我去过很多次意大利了。去年春天我在威尼斯呆了一个月,算是过瘾了。我最喜欢的意大利作家还是卡尔维诺,当年读《祖先三部曲》是震撼的。最近恰好又在读《马可瓦尔多》(首次在中国出版,我的朋友马小漠翻译得非常好),仍然震撼,他那么年轻就写得那么好了!当然,迪诺布扎蒂和莫拉维亚的一部分作品也极喜欢。

10. Moratto:在世界文学里,哪位作家或文派对于形塑老师您的创作风格来说最重要?为什么?我记得,您曾说美國作家傑羅姆·大衛·沙林傑的一部短篇小說集《九故事》对您的影响特别深刻。为什么?

苏:我至今很喜欢《九故事》,早期一些短篇小说曾经受其风格影响,但写作是必须摆脱他人的,所有你喜爱的大师都是你的阴影,必须把他们一个个送走,你成为谁不重要,重要的是你不能成为他们。

11.  Moratto:很多中国现当代作家,像鲁迅、矛盾、巴金、老舍等都说文学可以帮助人类变得更好的自己,促使社会基层迈向更美好的未来。您觉得文学果真能有如此伟大的使命感?您曾说作家无法改变社会。这是悲观的态度还是纯属陈述事实?换句话说,在社会里,作家该扮演者何角色?

苏:在现代社会中,作家都扮演一盏路灯的角色,照亮的是局部世界,某一些行人。路灯有时候竖在热闹的十字路口,人来人往,光的贡献较大。更多的路灯是在偏僻小巷,只照亮少数的夜行者。

12. Moratto: 如今的社会相当混乱。您曾说,不同文化之间的对话在于阅读。我觉得了解彼此,不戴眼镜地去看世界,在我们如此混乱的世界里至关重要。我们试着了解不同的文化,该如何进行对话?文学在这方面又扮演者什么样的角色?

苏:所有封闭的文化都是枯萎的文化。文化之间的交流是必需的,这是常识。交流自然是在平等的基础上,不该有主流文化、次文化、边缘文化的壁垒,就算猎奇,也得严肃地猎奇。文学交流在其中是成本最小也最便捷的形式。

13.  Moratto: 苏老师,对你来说,什么是真相?什么是真实?我记得在《米》这本小说里(在意大利尚未翻译),您曾写着:“唯有米是世界上最具催眠作用的东西,它比女人的肉体更加可靠,更加接近真实。”可否向读者解释一下这句话?

苏:事物的真相可能是太阳月亮,距离你遥远,但它们就在那里,也可能是放在抽屉里的钥匙,你首先要有一把钥匙打开抽屉,才能得到那另一把钥匙。真实在我看来则是一种认知结果,就像你如何看待卡夫卡《变形记》,人变虫子是否真实,全靠你的认知。

14.   Moratto: 在苏老师您的很多小说里,女人雖然不是最主要的角色,但仍扮演著不可忽略的角色。可否跟我们说一说中国现当代文学里,女人扮演者什么样的角色?作家都想传达什么样的形象?

苏:女人的形象在任何文学中都一样的,说女人的故事,不是在说性别的故事,是在说人的故事。这与文学中男人的形象是一样的。

15.  Moratto: 看了您很多作品, 像《红粉》、《罂粟之加》、《米》、《妇女生活》、《另一种妇女生活》等,有西方论者會納悶苏童是不是患厌女症?女人总是下流,常常是妓女、宠坏的、攻击性很强,想干什么就干什么,“女人总有一些欠揍的地方”,常常被称为婊子、贱货等不雅名称。可否跟我们解释一下您作品里,您希望世界读者(非华人)意识到女人在现代社会扮演者何种角色?

:我自己没有意识到这些问题。如果有是要接受批判的。

 

16.  Moratto: 有时候,您的故事充满着一种对人情味的悲观。这是否反映出您个人想法?比如说,在《米》里,您说“怜悯很温情就像雨后街道的水洼一样,浅薄而虚假”。果真如此?

苏:不是。小说里人物的想法不代表我的想法。我对人性既不乐观也不悲观,人性像天气一样,随时会变化,人人都爱阳光蓝天,但阴雨雾霾和暗夜也必须接受。

17.  Moratto: 您的代表作有很多,其包括《米》、《菩萨蛮》、《蛇为什么会飞》、 《红粉》、《武则天》、《我的帝王生涯》、《碧奴》、《河岸》、《黄雀记》等作品。在您心中,最具有代表性的作品是哪本?无论是短篇、长篇、小说或散文?为何您所挑选的代表作在您心中占着如此重要的位置呢?

我自己觉得最有代表性的长篇小说是《我的帝王生涯》《河岸》《黄雀记》。而我自己最喜欢我的短篇小说。

18.  Moratto: 《黄雀记》是您所作的一部长篇小说。小说讲述了一桩上世纪80年代发生的青少年强奸案引发的命运纠结史。主题涉及罪与罚,自我救赎,绝望和希望。2015年8月16日《黄雀记》获得第九届茅盾文学奖。 2019年9月23日,《黄雀记》入选“新中国70年70部长篇小说典藏”。 据说,小说的创作灵感源于一个真实事件。可以跟我们说一说這本书得创作心路历程吗?

是。《黄雀记》有一个真实事件作为故事元素。更重要的是这部作品是我在多年经营香椿树街系列小说之后,想要给这个系列盖一幢“地标性建筑”。

19. Moratto: 《黄雀记》的写作过程中,您一直在想着俄国作家陀思妥耶夫斯基的《罪与罚》《被侮辱与被损害的》两部代表作。这两部如何反映到你的小说里?

《黄雀记》里的人物都是被侮辱与被损害的人,而罪与罚始终伴随着这些人物的命运。所以我用陀思妥耶夫斯基的两部小说来概括《黄雀记》的故事。

 

20. Moratto: 您的大作《妻妾成群》后经改编,成为由张艺谋所执导的《大红灯笼高高挂》的电影原著小说。此书曾列入20世纪中文小说100强,第81强。这部电影获得第四十八届威尼斯国际电影节最佳导演银狮奖,英国电影学院奖最佳外语片,以及第六十四届奥斯卡金像奖最佳外语片提名。2001年前后,本片被中央芭蕾舞团改编成同名芭蕾舞剧,导演依然是张艺谋。首先,请问您对电影各方面是否满意?

很满意的。

21. Moratto: 电影剧本是由倪震根据1990年苏童的小说《妻妾成群》改编而成。有时候,作家参加编写剧本的过程,或至少监督。最近的案例可能是玛格丽特˙爱特伍(Margaret Atwood)参加侍女的故事(The Handmaid's Tale)的剧本创作。您对该电影的剧本或跟原著不同之处是否有不完全同意之感?

小说是作家的,而根据小说改编的电影是导演的。我分得很清楚。也就不会有同意不同意的纠结。

22. Moratto:我想问一个比较挑衅的问题。您觉得《妻妾成群》被拍成电影因为是个典型代表作,还是就是因为拍成电影后来才成为典型代表作?

这不是挑衅。我不认为《妻妾成群》写得有多好,那不过是我最有名的小说,为什么有名?当然与电影获得成功有关。

 

23. Moratto: 对任何一个作家,最大的认可就是读者的肯定。您曾遇过读者跟您分享他们有多欣赏您的作品吗?或者有没有遇到小粉丝直接跟您请教某一些故事里,某某人物怎么着呢?

会有这种情况。与读者探讨虚构的人物的命运,很有意思,随便怎么胡思乱想,都没有法律责任。

24. Moratto: 我想说一说您的叙事技巧,您很多小说使用的内在独白以及自由間接言談?身为作家,这种技巧允许您达到什么目标?

没有什么特别的目的。我小说中使用内心独白似乎不算太多,但自由间接言谈是我的叙事习惯。我不想拉开架势让读者注意:看,人物说话了,你要听好!我想很自然地把人物的话语融合在叙事系统中,不要太多的痕迹。

25. Moratto: 您来自于江苏省。对您来说,江苏代表什么?在您的作品中起何角色?您觉得江苏人的特征有哪些?通过您的叙述,您希望将江苏人的什么特点传达给全世界的读者?

江苏的苏南与苏北,文化与民俗都不一样。我在苏州出生成长,但我似乎从未有自觉要写苏州,只是要写香椿树街这条街道,我不要地域,只要一条街。我的野心是让这条街道不仅属于苏州,也不仅属于我,而属于所有天南海北的我的读者。

26. Moratto: 中国当代文学近几年来出版作家不胜枚举,自然参差不齐。您觉新世纪的中国文学可分成哪几种学派?您自己最欣赏的作者是谁?为什么?

新世纪以来吗?我不知道怎么分流派。最欣赏的作家当然有好几位,但不适合告诉报纸,因为别的优秀作家会不高兴。

27. Moratto: 因为各种各样的原因,近十年全世界的眼睛都盯着看着中国。有人爱,有人恨。您觉得文学是否有责任“说中国”?您通过您的作品希望传达什么样的中国?您是否认同阎连科的话,也就是说现实主义早就无法传达中国的真面目?话说回来,中国的真面目又是什么?

中国作家必然是“说中国”的,怎么说则是各显神通的事。是否要抛弃现实主义,也是各人自己的选择。没有人对中国的真面目了如指掌,大家只是趟水过河,没有什么溪流要你过,都是汹涌的江河水,实际的态度就是能蹚水就蹚水,能游就游,能搭船就搭船,只要抵达对岸,可能离真面目近一些,当然也有可能,你在此岸看见彼岸盛开着玫瑰,等你抵达之时,玫瑰已经谢了。

28. Moratto: 您曾说您不认同迅速发展,唯有慢慢的发展,才是正确的发展。对您而言,迅速发展中(甚至可说迅速已发达)的中国,可如何总结?可否请您用五个形容词概括现在的中国?

我为你的问题认真想了五个,都不精彩。不能怪我。要形容今日之中国,所有词汇都失去了精确性。恕我不做隔靴搔痒的形容。

29. Moratto: 您觉得现在的中国年轻人真的向社会说的那么肤浅?抢着买新出的手机、只顾着赚钱、似乎活着在你死我活的宫廷现代版?还是说,现在中国年轻人想方设法喊出自己的心声,只是再怎么喊,仍无人能听?您觉得现在的中国人最需要的是什么?在官方叙述门外,大家最盼望的、最向往的是什么?

:中国人形形色色,梦想也形形色色。我不是正好在看卡尔维诺的《马可瓦尔多》吗?大家记得其中第一篇《城里的蘑菇》?主人公的梦想是采到路边花坛里的蘑菇,可以给家人做一顿蘑菇大餐。而第二个故事《长椅上的假期》里,主人公的梦想是能在夜晚离开拥挤吵闹的家,到公园长椅上望着星空睡上一觉。这是意大利人马可瓦尔多的故事,也可能是一个中国人的故事。

30. Moratto: 如今世界相当混乱。在中国许多当代小说里的主人翁常受自然与命运的无情束缚,却似乎在简单而最有人情味的事物中找到了希望。 对您来说,人唯一的生命希望是什么?什么是快乐?谢谢您。

:希望与快乐都是要寻找的,只有活着才可能找到。

 

4. Tang Sulan

 

Intervista esclusiva a Tang Sulan

 

La letteratura per l’infanzia

Intervista a Tang Sulan

 

A cura di Riccardo Moratto

 

Tang Sulan è una nota scrittrice cinese originaria della provincia dello Hunan. È conosciuta al grande pubblico soprattutto nell’ambito della letteratura per l’infanzia.  È anche professoressa presso il Liberal Arts College della Hunan Normal University. Nel 1985 si laurea nel Dipartimento di Cinese della Hunan Normal University. Un anno dopo comincia a pubblicare i suoi primi lavori. Nel 1988 viene ammessa alla laurea specialistica presso il Dipartimento di Cinese della Zhejiang University. Nel 1991 porta a compimento i suoi studi. Nel 1999 entra a far parte dell’Associazione degli scrittori cinesi. Ha scritto più di sessanta opere nell’ambito della letteratura per l’infanzia e le sono state conferite molteplici onorificenze, tra cui ricordiamo il National Outstanding Children’s Literature Award, il Soong Ching-ling Children’s Literature Prize, il Bing Xin Children’s Literature Award, e il Chen Bochui Children’s Literature Award. Tra i suoi lavori più amati ricordiamo La storia del lupo maldestro (Ben lang de gushi), L’incantevole streghetta (Xiao wupo zhen meili), e Il folletto in soffitta (Gelou shang de jingling).

 

Ningxiang, Hunan 04 maggio 2020

 

Professoressa Tang, grazie per aver accettato la nostra intervista. In questi mesi la maggior parte della popolazione mondiale è in quarantena a causa della pandemia in corso di COVID-19. Lei come sta vivendo questi mesi di isolamento? Com’è la situazione a Ningxiang, nella provincia dello Hunan?

La mia città natale è in montagna. Quest’anno, in occasione del Capodanno cinese, sono tornata a casa per stare insieme ai miei genitori. Quest’epidemia ha avuto un forte impatto sulla vita delle persone. È pur vero che la campagna è meno densamente popolata rispetto alla città, perciò l’isolamento non è stato altrettanto sconvolgente. Tuttavia, per prevenire il contagio, quest’anno non siamo andati a far visita ai parenti, come richiederebbe la consuetudine, e non ci siamo neanche riuniti per mangiare e festeggiare il nuovo anno. È stata una decisione spontanea e consapevole. Consci della situazione, nessuno se ne è avuto a male.

 

La lettura e la letteratura sono certamente un bene per la salute mentale umana in un momento così difficile. Lei è una scrittrice di letteratura per l’infanzia, ma in quanto lettrice, cosa le piace leggere nella vita di tutti i giorni?

Leggo di tutto. In primis, per ovvi motivi, mi piace leggere i classici mondiali della letteratura per bambini. Al contempo, leggo anche libri sulla pedagogia infantile, sulla cultura e sulla filosofia dei bambini. Poi leggo anche opere di letteratura folkoristica e libri sull’arte popolare.

 

Secondo lei, che cosa sono la lettura e la letteratura per un adulto? E per un bambino invece?

Per un adulto,la lettura è un modo per tenere attivo lo spirito. Stimola la nostra mente e arricchisce il nostro mondo spirituale. Grazie alla lettura riusciamo a placare il nostro animo in un mondo tanto irruente. Per i bambini, invece, la lettura è fonte di gioia, un paio di ali che permette alla loro fantasia di spiccare il volo. La lettura apre la mente dei bambini e stimola la loro immaginazione. Quando leggono una bella storia dai loro occhi trapela felicità.

 

Le capita di leggere opere di altri autori di letteratura per ragazzi? Se così fosse, lo fa per un suo gusto personale o perché, così facendo, le permette di trovare ispirazione e confrontarsi in modo indiretto con altri colleghi?

Assolutamente sì. Leggo spesso altri autori di letteratura per bambini, soprattutto i classici. Per esempio Pinocchio, dello scrittore italiano Carlo Collodi, Le avventure di Cipollino e Gelsomino nel paese dei bugiardi di Gianni Rodari. Da una parte, certo, scrivendo per i bambini e insegnando letteratura per l’infanzia ormai da tanti anni, mi viene naturale leggere opere di altri autori dello stesso settore. È anche vero, come ha giustamente osservato lei, che confrontandomi con altri scrittori ho imparato molto negli anni colmando alcune lacune.

 

Nel 1985 si è laureata nel Dipartimendo di Cinese della Hunan Normal University. Un anno dopo ha cominciato a pubblicare le sue prime opere. Nel 1991, poi, ha concluso la laurea specialistica in letteratura per l’infanzia. Da dove nasce questo suo interesse nei confronti della letteratura per bambini?

Sono cresciuta in un piccolo e remoto villaggio di montagna. Nella Cina rurale degli anni Sessanta, la campagna era talmente indigente dal punto di vista materiale e culturale che era praticamente impossibile avere libri a casa. Di conseguenza, non ho mai avuto accesso alla letteratura quando ero piccola. La prima volta che lessi un’opera appartenente al genere della letteratura per l’infanzia fu al secondo anno universitario. Ricordo ancora che in un’antologia lessi La sirenetta di Hans Christian Andersen e Il canto del ruscello (Xiao xiliu de ge) dello scrittore cinese Yan Wenjing. Da subito rimasi ammaliata da queste storie incredibili. Esercitavano su di me un fascino profondo. Sulla falsa riga de Il canto del ruscello (Xiao xiliu de ge) scrissi la mia prima fiaba Due piccoli ruscelli (Liang tiao xiao xiliu). Da lì in poi non mi sono più fermata. Così è iniziato il mio connubio con la letteratura per l’infanzia.

 

Nel 1999 è entrata a far parte dell’Associazione degli scrittori cinesi. Ritiene che la proporzione di autori di letteratura per l’infanzia sia equa all’interno dell’associazione?

A dire il vero non so quanti scrittori di letteratura per bambini ci siano all’interno dell’associazione attualmente. Tuttavia, se non ricordo male, quando ne sono entrata a far parte nel 1999 la percentuale era alquanto bassa. È anche vero che negli ultimi anni il mercato è cresciuto molto, tant’è che sempre più scrittori cinesi si occupano di letteratura per l’infanzia. Poi ci sono anche molti scrittori già affermati che negli ultimi anni hanno cominciato a dedicarsi alla letteratura per bambini, come ad esempio Zhang Wei, Zhao Lihong, Ye Guangqin e Zhang Xiaofeng.

 

Nel mondo sono numerosi gli scrittori che sono divenuti celebri (anche) grazie alla letteratura per bambini. Penso ad esempio a Lewis Carroll, Roald Dahl, Edgar Rice Burroughs, Antoine de Saint-Exupéry, Oscar Wilde, Hans Christian Andersen, i fratelli Grimm, Ye Shengtao, Louisa May Alcott. Perché secondo lei sono pochi gli scrittori cinesi di letteratura per l’infanzia che riescono a farsi un nome dal punto di vista internazionale?

Sono pochi, è vero. Ma qualche eccellenza c’è sempre: un esempio è Ye Shengtao, da lei citato. A mio parere, ci sono diverse ragioni per cui gli scrittori cinesi di letteratura per ragazzi hanno meno probabilità di entrare sulla scena letteraria internazionale. Anzitutto la scrittura cinese nella sua natura pittografica risulta più complessa di quella occidentale di natura perlopiù fonografica. La traduzione e la comprensione in alcuni casi può creare maggiore difficoltà. Il secondo motivo è che la letteratura cinese per bambini è iniziata più tardi che in Occidente. La nostra prima raccolta di fiabe in vernacolo moderno è stata Lo spaventapasseri di Ye Shengtao, pubblicata nel 1923. Negli anni Venti in Occidente era già stato pubblicato un consistente numero di opere letterarie per l’infanzia. Tuttavia, negli ultimi anni, la letteratura cinese per l’infanzia ha cominciato ad attirare l’attenzione del mondo. Ogni anno alla Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna vediamo che ci sono sempre più opere di autori cinesi. Nel 2016 lo scrittore cinese Cao Wenxuan è stato persino insignito del prestigioso premio internazionale Hans Christian Andersen Award.

 

Quando penso a scrittori cinesi di libri per bambini, oltre a lei mi affiorano alla mente nomi quali Cao Wenxuan, Yang Hongying, Zheng Yuanjie, Qin Wenjun, Shen Shixi e Sun Youjun. In cosa si distinguono le sue opere dai suddetti autori? Quali sono le precipuità dei suoi racconti?

Le persone sono un prodotto dell’ambiente in cui vivono. Anche l’opera letteraria di uno scrittore è legata ai tempi, alle circostanze e alle consuetudini. Credo che la differenza più grande tra me e gli scrittori che ha appena citato sia insita nel fatto che io provengo dalla provincia dello Hunan. Inoltre, sono arrivata sulla scena letteraria solo negli anni Novanta. Gli scrittori della mia generazione hanno un modo diverso di vedere le cose, soprattutto per quanto riguarda la struttura della conoscenza e la percezione dell’infanzia. Poi io scrivo principalmente racconti fiabeschi, Cao Wenxuan e Qin Wenjun scrivono romanzi per bambini e ragazzi, mentre Shen Shixi scrive soprattutto favole e romanzi i cui protagonisti sono gli animali. Lo stile di Zheng Yuanjie è piuttosto vivace, a tratti esilarante; i miei racconti sono invece divertenti ma allo stesso tempo lirici.

 

Molti esponenti della letteratura cinese moderna e contemporanea, quali Lu Xun, Mao Dun, Ba Jin e Lao She, ritengono che la letteratura possa aiutare gli esseri umani a migliorarsi e in certo modo spronare gli strati sociali più bassi a incamminarsi verso un futuro più radioso. Se questa è la missione della letteratura, credo che nel caso della letteratura per l’infanzia sia ancor più forte. Il filosofo inglese John Locke nel suo Saggio sull’intelletto umano scrive che la mente umana, dalla sua nascita, è come una tabula rasa riempita in seguito attraverso le esperienze. Gli autori di letteratura per l’infanzia con quale mentalità affrontano questa missione? Quando scrive i suoi racconti da cosa è spinta? Si prepone come semplice obiettivo quello di raccontare una storia o, come nel caso delle favole di Esopo, c’è una morale dietro?

I miei racconti non partono da una morale come le favole di Esopo. Traggo ispirazione dalle mie esperienze di vita, dalla percezione della realtà che mi circonda e dall’universo nella sua interezza, e soprattutto cerco sempre di immaginare un mondo migliore. La letteratura per l’infanzia costituisce il primo contatto che i bambini hanno con la parola scritta, deve perciò essere un’esperienza gioiosa, sviluppare le loro menti, ma anche aiutarli a costruire una personalità sana e forte.

 

Quali sono i temi ricorrenti nelle sue opere? L’amore, l’ambiente, l’amicizia? Perché ritiene che siano temi importanti per i bambini, veri protagonisti del futuro?

Proprio così. I temi più ricorrenti nelle mie opere sono quelli che ha appena citato, ovvero l’amore, l’ambiente e l’amicizia. Perché l’odio è istintuale, mentre l’amore è un qualcosa che deve essere appreso. Solo con l’amore ci potranno essere armonia e bellezza. Le questioni ambientali invece riguardano il nostro benessere e, soprattutto, quello di ogni forma di vita presente sul nostro pianeta. Infine, per quanto riguarda l’amicizia, i bambini hanno bisogno di amici che li aiutino a crescere, hanno bisogno di apprendere dai loro coetanei. Costruire amicizie è quindi fondamentale per i bambini nella fase della crescita poiché si apprestano a entrare nella società.

 

Alcune opere di Cao Wenxuan sono state tradotte in italiano (Girasole e La scuola dal tetto di paglia, ed. Giunti, traduzione di Paolo Magagnin). Quale tra i suoi libri vorrebbe veder tradotto per primo? Perché?

Il mio libro più noto tra i bambini cinesi è La storia del lupo maldestro (Ben lang de gushi). Tuttavia, credo che come primo libro da tradurre per i bambini italiani L’incantevole streghetta (Xiao wupo zhen meili) sia più consono, perché la strega è un personaggio ricorrente in tutte le fiabe del mondo. Forse i bambini italiani potrebbero essere interessati a questa streghetta, frutto della penna di una scrittrice cinese.

 

Nella sua carriera, ha scritto più di sessanta libri per bambini. Ha vinto innumerevoli premi tra cui ricordiamo il National Outstanding Children’s Literature Award, il Soong Ching-ling Children’s Literature Prize, il Bing Xin Children’s Literature Award, e il Chen Bochui Children’s Literature Award. Che significa ricevere un premio per uno scrittore di libri per bambini? Qual è l’opera che l’ha resa più orgogliosa? Perché?

Un premio è un riconoscimento da parte di un gruppo di esperti e in quanto tale è sicuramente importante per qualsiasi scrittore. Tra tutte le opere che hanno ricevuto un premio, devo dire che A-Lian è quella che mi ha reso più orgogliosa per un semplice motivo: si tratta del primo romanzo che ho scritto per bambini. In precedenza avevo scritto solo racconti. La storia di A-Lian è in parte biografica: ricordi della mia infanzia e del mio percorso di crescita. Perciò mi sta particolarmente a cuore.

 

Tra i suoi lavori più amati ricordiamo La storia del lupo maldestro (Ben lang de gushi), L’incantevole streghetta (Xiao wupo zhen meili), e Il folletto in soffitta (Gelou shang de jingling). Per lei qual è il suo lavoro più rappresentativo? E perché è così importante per lei?

La storia del lupo maldestro (Ben lang de gushi) è sicuramente il mio libro più noto. Sono tanti ormai i bambini cinesi che mi chiamano “la mamma del lupo maldestro” (ben lang mama). In realtà si tratta di una serie di libri: al momento sono stati pubblicati Il lupo maldestro e i suoi genitori (Ben lang he tade baba mama), La vita scolastica del lupo maldestro (Ben lang de xuexiao shenghuo), Il lupo maldestro e il coniglietto furbo (Ben lang he congming tu), Le avventure del lupo maldestro (Ben lang lvxing ji), Il lupo maldestro e l’orso grasso (Ben lang he pang zongxiong), e Il lupo maldestro e cappuccetto rosso (Ben lang he xiao hongmao). Per quanto riguarda i racconti, La scarpetta rossa (Hong xiezi) e La famiglia dell’asino (Lv jiazu) sono quelli più rappresentativi del mio stile.

 

Spesso all’estero la letteratura per l’infanzia viene altresì conosciuta con l’appellativo più generale di letteratura per bambini e ragazzi. Secondo lei vi sono dei punti in comune tra la letteratura per l’infanzia, in senso stretto, e la letteratura per ragazzi?

La letteratura per l’infanzia è un concetto alquanto ampio. Non si riferisce solo alla letteratura per bambini delle scuole elementari, ma anche alla letteratura della prima infanzia e a quella giovanile. La letteratura per ragazzi si riferisce ai libri adatti a studenti delle medie e differisce dalla letteratura per l’infanzia soprattutto nei contenuti. La letteratura per ragazzi si concentra sul percorso di crescita degli adolescenti, con tutti i problemi e le preoccupazioni che ne derivano. L’espressione artistica e le strategie narrative sono più complesse.

 

Che cos’è per lei la felicità? Lei ha scritto un libro dal titolo Alla ricerca dell’isola felice (Xunzhao kuaile dao). Dove si trova quest’isola? Lei è riuscita a trovarla? Secondo lei questo processo di ricerca può essere lo stesso nei bambini e negli adulti?

La felicità è una sensazione psicologica sana e piacevole. Leggere un bel libro ti rende felice. Scrivere un’opera che ti rechi soddisfazione è motivo di felicità. Vedere che i miei libri piacciono ai bambini è una grande gioia. Fare lezione ai miei studenti mi rende felice. Mangiare del buon cibo, vedere un bel panorama, fare due chiacchiere con gli amici, aiutare il prossimo... Tutto questo è fonte di grande felicità. La mia isola felice è la scrittura per i bambini, sono contenta di averla trovata. Il mio lavoro dà valore e significato alla mia vita. Per i bambini, invece, credo che avere una casa piena d’amore e d’affetto sia la loro isola felice. Per gli adulti l’isola felice potrebbe essere trovare un lavoro interessante o realizzare i valori della vita.

 

Per ogni scrittore il più grande riconoscimento si trova nel plauso e nel consenso dei lettori. Le è mai capitato di incontrare dei lettori molto appassionati dei suoi libri? 

Ormai sono trent’anni che scrivo per i bambini. Sono tanti i genitori che amano condividere con me la passione dei loro figli per i miei libri. Spesso i bambini, ma anche i loro genitori, mi chiedono come mi vengono in mente i personaggi o perché ho un’immaginazione così fervida. Una volta ho perfino incontrato un lettore ormai cresciuto che lavorava come giornalista per una rete televisiva. Quando gli hanno detto che mi avrebbe intervistato ha portato le foto che aveva fatto dei disegni nel libro Il folletto in soffitta (Gelou shang de jingling) e me le ha regalate. Altri lettori, memori dei miei libri che avevano letto da piccoli, sono venuti a cercarmi all’università solo per ringraziarmi dei momenti di felicità che avevano provato da bambini grazie alla lettura dei miei libri. Fa davvero piacere.

 

Lei è originaria della provincia dello Hunan ed è docente presso la Hunan Normal University. Che cosa rappresenta per lei lo Hunan? Che ruolo svolge nelle sue opere? Quali sono per lei le caratteristiche più evidenti delle persone provenienti dallo Hunan? Attraverso i suoi racconti, quali precipuità della gente dello Hunan vuole trasmettere ai bambini nel mondo?

Lo Hunan è una provincia nell’entroterra cinese. La gente dello Hunan è resistente alle avversità e alle sofferenze. La cultura dello Hunan è variegata, a tratti è pragmatica e a tratti è permeata da elementi della cultura sciamanica o da elementi tipici del fantasy romantico. Lo Hunan è la mia terra natìa e rappresenta le radici della mia cultura. Spero che i bambini di tutto il mondo possano venire qua nello Hunan ad ammirare i paesaggi naturali, a degustare le prelibatezze e a sentirmi raccontare storie.

 

La sua città natala è Ningxiang, un luogo abbracciato dalla natura. Lo Hunan ha una lunga storia e la natura gioca un ruolo vitale in molte opere letterarie. I bambini sono diversi di generazione in generazione. Oggi pare che i più piccoli non riescano a immaginare una vita senza le comodità delle grandi città. In veste di professoressa e scrittrice, che consiglio dà alle mamme per educare i propri figli sull’importanza dell’ambiente e della natura? Dato che temi come la protezione dell’ambiente stanno ricevendo sempre più attenzione, ci sono stati dei cambiamenti nel suo stile narrativo negli ultimi anni?

La ringrazio davvero per avermi fatto questa domanda. Ci tengo molto. Credo che le mie opere siano cambiate negli anni. Per esempio negli ultimi anni mi sono concentrata maggiormente sui paesaggi della mia città natale, la cultura e la gente locale, e sui miei ricordi d’infanzia. In particolare per quanto riguarda l’ambiente, è un tema che ho sviluppato soprattutto negli ultimi lavori. L’epidemia di quest’anno mi ha fatto riflettere molto sul rapporto tra uomo e natura, un tema che ho approfondito anche nei racconti Il bambino selvaggio (Ye haizi) e Incontro in una notte di primavera (Chunye qiyu). Voglio che i nostri figli crescano nella consapevolezza  che tutte il creato è uguale e che la terra è la nostra casa comune.

 

Faccia finta per un attimo di non essere una scrittrice. Vorrei sapere se c’è un libro per bambini che sin da piccola le sta particolarmente a cuore. Nel mio caso è Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry, forse perché da piccolo non avevo amici e quindi mi commuoveva molto la devozione con cui il piccolo principe si prende cura della sua rosa. Qual è il suo?

La sirenetta di Hans Christian Andersen. Mi ha sempre commossa molto. Anche perché da piccola quando lessi questo libro per la prima volta non avevo mai visto il mare. Il colore dell’oceano di un blu più intenso del fiordaliso e il palazzo sul fondo del mare mi hanno sempre affascinata. La sirenetta per ottenere un animo umano sopporta tante avversità. È così buona. Io non sono di lacrima facile, ma ricordo ancora che quando si è dissolta in schiuma ho versato un mare di lacrime. Poi mi piacciono anche altri classici, quali Pinocchio, Il piccolo principe, Il vento tra i salici, Il grillo a Times Square.

 

Viviamo in un mondo alquanto caotico. Secondo lei la letteratura per l’infanzia può essere fonte di speranza anche per gli adulti? Ho sempre creduto che i libri per bambini possano essere letti anche dagli adulti, anche se in un’ottica diversa.

Un buon libro per bambini ha una doppia chiave di lettura. Recano felicità ai più piccoli ma al contempo permettono anche agli adulti di interpretare gli eventi della vita in un’ottica diversa e, in certo modo, realizzare un secondo percorso di crescita. La letteratura per bambini afferma i valori dell’infanzia, permette di riflettere sull’assurdità del mondo degli adulti e ci fa capire che l’innocenza di un bambino è un fattore necessario per la formazione di una personalità ideale. Certamente la letteratura per l’infanzia può essere letta in un’ottica filosofica.

 

Pensa che i giovani di oggi in Cina siano davvero così superficiali come la società sovente li dipinge? Pensano davvero solo a comprarsi l’ultimo modello del cellulare, vivono davvero in un mondo in cui “mors tua vita mea” come se si trovassero in una versione moderna della corte imperiale cinese? Oppure ci sono tanti giovani che cercano di dar voce al proprio cuore e, nonostante urlino e si sgolino, la società fa orecchie da mercante? Secondo lei, di cosa hanno più bisogno i cinesi al giorno d’oggi? Al di là dei confini della narrativa ufficiale, a cosa anela la gente? Che cosa brama? Ne abbiamo parlato anche con Han Shaogong. Lei in quanto scrittrice di libri per bambini che ne pensa?

Questa è un’epoca di rapido sviluppo scientifico, tecnologico e socio-economico, è un’epoca frenetica. Io non credo affatto che i giovani di oggi siano superficiali. Anzi, il livello medio di istruzione dei giovani di oggi e la loro velocità, nonché capacità, di accedere alle informazioni sono senza precedenti nella storia della Cina. Penso che i giovani desiderino un ambiente competitivo relativamente equo e una speranza per il futuro. Per quanto riguarda la gente comune, tutti sperano di poter avere un senso di sicurezza nella propria vecchiaia, di poter ricevere cure mediche per le malattie e di poter vivere in pace e contentezza. In questo la voce del popolo corrisponde alla narrativa ufficiale.

 

Oltre a racconti e romanzi per bambini, ha scritto anche varie poesie in prosa (forma poetica tipica del panorama letterario cinese contemporaneo, N.d.T.). Credo che non tutti siano a conoscenza di questa forma testuale. Le va di spiegare ai nostri lettori che cosa si intende con “poesia in prosa” (sanwen shi)? Quali sono i temi delle sue poesie in prosa? Da cosa trae ispirazione? Qual è la differenza principale rispetto ai racconti o ai romanzi per bambini?

Da giovane ho scritto molte poesie in prosa. Si tratta di una forma poetica in cui l’attenzione non viene posta sulla paragrafazione o sulla metrica. Mi sono dedicata a questo genere testuale da giovane, pertanto i temi erano la ricerca di me stessa, le delusioni amorose o esperienze sentimentali di cui far tesoro. Nella sostanza le poesie in prosa sono simili alle fiabe, in quanto si tratta di una percezione dell’anima nei confronti del mondo. La differenza principale, anche rispetto ai romanzi per bambini, sta nel fatto che le poesie in prosa esprimono pensieri senza raccontare storie. Presentano l’immaginario tipico di una poesia, senza alcuna caratterizzazione dei personaggi, elemento tipico invece dei romanzi, e senza lo sviluppo di una trama.

 

A tutti coloro che vorrebbero cominciare a leggere le sue opere o avvicinarsi alla sua produzione letteraria, da quale libro possono iniziare? Qual è il suo consiglio?

Anche io spero tanto di poter avviare un dialogo con i bambini italiani tramite le mie opere. L’incantevole streghetta o Il folletto in soffitta sarebbero sicuramente un buon inizio, oppure anche i libri illustrati La scarpetta rossa e La famiglia dell’asino.

 

Riccardo Moratto (莫冉, conosciuto anche col nome di penna 韋佳德) è sinologo, simultaneista, traduttore letterario e professore associato presso la Hunan Normal University.

  

Riccardo Moratto 莫冉博士访问中国著名儿童文学作家 汤素兰

 

汤素兰是湖南人,中国当代著名儿童文学作家兼中国民主促进会会员、民进湖南省委副主委、湖南师范大学文学院教授。1985年,汤素兰毕业于湖南师范大学中文系。1986年,汤素兰开始发表作品。1988年,汤素兰考入浙江大学中文系,1991年毕业。1999年,汤素兰加入中国作家协会。2008年,当选第十一届全国政协委员。创作出版儿童文学作品60余部,曾获得全国优秀儿童文学奖、宋庆龄儿童文学奖、冰心儿童文学新作奖大奖、陈伯吹儿童文学奖等。代表作有《笨狼的故事》、《小巫婆真美丽》、《阁楼上的精灵》等。

 

宁乡,湖南 2020.05.04

 

1.    Moratto: 汤老师,您好。感谢您抽出宝贵的时间来接受这个采访。这几个月世界上很多人因瘟疫而被隔离,您过得如何?宁乡现况如何?

汤:我的老家是山区,今年春节期间,我回家乡陪父母过年。虽然新冠病毒给人们的生活带来了很多影响,但乡下相对城市来说,人员没有那么密集,隔离的影响没有那么大。但是,为了预防感染,传统的走亲戚、做春酒(相当于亲戚朋友的轮流聚餐)我们还是自觉取消了,大家也都挺理解的。

2.    Moratto: 在如此艰难的时间,阅读与文学肯定对人类精神健康很有帮助。身为儿童文学作家的您,在自己的日常生活,喜欢阅读何种作品?

汤:我的阅读比较杂。文学,尤其是世界经典儿童文学当然是首选,同时,我也会注意阅读有关儿童教育、童年文化与童年哲学方面的书藉,我也喜欢阅读民间文学和民间艺术方面的书藉。

3.      Moratto: 您觉得对一个成人而言,文学与阅读是什么?对一个小朋友来说又是什么?

汤:对于一个成年人来说,阅读是精神的保鲜剂,它能让我们保持思想的活力和精神世界的丰富,让我们在浮躁的世界里安静下来。而对于孩子来说,阅读是快乐的源泉,飞翔的翅膀。阅读能开阔孩子们的眼界,激发他们的想象力,那些有趣的故事能给孩子带来快乐。

4.    Moratto: 您平常会不会阅读其他儿童文学作家的作品?若有的话,是因为纯粹喜欢,还是因为在某种程度上可以找更多灵感、取长补短?

汤:我会阅读其他儿童文学作家的作品,尤其是经典儿童文学作品。比如意大利作家科洛迪的《木偶奇遇记》,罗大理的《洋葱头历险记》《假话国历险记》等作品,我都读过。一方面是因为从事儿童文学写作和教学多年,养成了阅读其他作家作品的习惯,另一方,也是为了学习,取长补短。

 

5.    Moratto: 您1985年毕业于湖南师范大学中文系,1986年开始发表作品。1991年毕业于浙江师范大学中文系儿童文学研究所硕士。为何一开始对儿童文学感兴趣?

汤:我是在偏僻的小山村长大的。1960年代的中国乡村,物质和文化都相当贫乏,家里根本不可能有儿童读物。因此,我小的时候并没有阅读过儿童文学作品,我是在大学二年级的时候接触到儿童文学的,当时在一本儿童文学作品选里读到了安徒生的童话《海的女儿》和中国作家严文井的《小溪流的歌》,一下子被这些神奇的故事所吸引。我模仿严文井的《小溪流的歌》写出了自己的第一篇童话《两条小溪流》,从此就和儿童文学结缘了。

 

6.    Moratto:您后来,1999年加入中国作家协会。您觉得该协会里,儿童文学或少年文学作家的比例合理吗?

汤:我并没有统计过在中国作家里面有多少儿童文学作家。但是在我的印象里,在1999年的时候,中国作家里面儿童文学作家的比例并不高,不过,近年来随着儿童图书市场的繁荣,在中国从事儿童文学创作的作家越来越多了,而且有许多原来从事成人文学创作的作家也开始创作儿童文学作品,加入到了这支队伍,比如张炜、赵丽宏、叶广岑、张晓枫等很有影响的小说、散文作家近年都有儿童文学创作。

 

7.    Moratto: 世界上有许多著名儿童文学作家,如刘易斯·卡罗、罗尔德·达尔、埃德加·赖斯·巴勒斯、安东尼·德·圣-埃克苏佩里、奥斯卡·王尔德、安徒生、格林兄弟、叶圣陶、路易莎·梅·奥尔科特等。然而中国 很少有儿童文学作家走上国际文坛上,您觉得这是为何?

汤:您在前面的名单中提到的叶圣陶就是中国作家。中国儿童文学文学作家比较少走上国际文坛,在我看来主要有几个方面的原因。第一是中国的语言文字是以象形表意为主,属于表意文学,与西方的表音语言相比更复杂,翻译与理解的难度更大;第二是中国儿童文学起步比西方晚,我们的第一本现代白话文童话集是叶圣陶的《稻草人》,是1923年出版的,这时候,西方已经诞生了大量的儿童文学作家作品。但是,近年来,中国儿童文学开始引起世界的关注,在每一年的博洛尼亚童书展上,中国童书的影响力也在不断增强,2016年,中国作家曹文轩获得了国际安徒生童话奖。

8.    Moratto: 中国著名儿童文学作家除了汤老师您以外,我能想到的,有曹文轩、杨红樱、郑渊洁、秦文君、沈石溪与孙幼军。能否跟我们读者分享老师您的作品与这些作家有何不同之处?您的童话的特点有哪些?

汤:人是环境的产物,作家的文学创作也总是和时代、环境、风俗相关的,我觉我跟这些作家最大的不同在于,我是一个湖南作家,而且是在1990年代以后走上文坛的作家。我们这一代作家的儿童观、知识结构跟前辈作家不同。而且我以童话写作为主,曹文轩、秦文君老师主要写儿童小说。沈石溪老师主要写动物小说。郑渊洁的童话风格热闹,我的童话在幽默风趣的同时,兼具抒情性。

9.    Moratto:很多中国现当代作家,像鲁迅、矛盾、巴金、老舍等都说文学可以帮助人类变得更好的自己,促使社会基层迈向更美好的未来?我个人觉得若我们给予文学伟大的使命,儿童文学的使命感更加沉重。英国哲学家约翰·洛克。他在《人类理解论》这本书说道:“人类的心灵如同通常所说的那样,是一张没有任何痕迹的白纸,不存在任何思想。身为儿童文学作家,作家以何心态面对这种使命感?您撰写故事的过程当中,是跟着什么样的思维模式?纯粹分享故事给小朋友看还是像伊索寓言般,都是从一个哲理获知教训出发创作?

汤:我的写作绝对不是伊索寓言一般,从一个哲理获知教训出发的。我的写作素材首先来自于我自己的生活经历和我对生活的感悟、我对于宇宙万物的感知以及对于更美好世界的想象。儿童文学是孩子们最早接触到的文学,作品不仅要带给孩子们阅读的快乐,启迪他们的思维,还应该有助于他们养成健康积极的人格。

10.  Moratto:您的作品里最常见的主题是什么?爱、环境、友谊?您为什么觉得这个对下一代的成年人来说特别重要?

汤:没错,我的作品中常见的主题是爱、环境、友谊。因为恨是本能,而爱是需要学习的,有爱,才有和谐和美好。环境问题关涉到我们自己的幸福,更关乎地球上一切生命的福祉。孩子的成长需要朋友的互助,需要向同龄人学习,建立友谊对于孩子来说是他们走向人生和社会的关键。

11.  Moratto: 曹文轩已被翻译成意大利文。我正打算将老师您的作品也翻译给意大利小朋友看。如果可以,您会希望您的哪本书先给意大利小朋友阅读?为什么?

汤:虽然在中国,小朋友们最熟悉的我的作品是《笨狼的故事》,但是,如果给意大利小朋友看, 我推荐您翻译我的《小巫婆真美丽》,因为在世界各国的童话里,巫婆都是经常出现的角色,但这是来自中国作家写的小巫女故事,也许意大利小朋友们读起来会别有趣味。

 

12 Moratto:在您的作家生涯中,您创作出版儿童文学作品60余部,曾获得全国优秀儿童文学奖、宋庆龄儿童文学奖、冰心儿童文学新作奖大奖、陈伯吹儿童文学奖等。您认为,「获奖」对一个儿童文学家而言,有何意义?您得过奖项中,让您最骄傲的作品是哪本?为什么?

汤:获奖对一个作家来说,是社会各界,尤其是专家学者们对一个作家写作水平的肯定,这当然是非常重要的。在我得过奖的作品中,我自己比较满意的是《阿莲》,因为这是我的新作,而且我之前一直写童话,但这本是长篇小说,作品的素材大部分来自于我自己的童年生活,是我对自己成长的回顾,因此更加感到亲切。

 

13Moratto您的代表作有很多,其包括《笨狼的故事》、《小巫婆真美丽》、《阁楼上的精灵》。在您心中,最具有代表性的作品是哪本?无论是短篇、长篇、小说或散文诗?为何您所挑选的代表作在您心中占着如此重要的位置呢?

我的童话作品中,最具体表性的当然是《笨狼的故事》,我也因为这部作品,而被中国小朋友们称为“笨狼妈妈”。因为这是一个系列作品,目前已经包括《笨狼和他的爸爸妈妈》《笨狼的学校生活》《笨狼和聪明兔》《笨狼旅行记》《笨狼和胖棕熊》《笨狼和小红帽》等作品。而我的短篇童话当中,最能代表我的童话风格与创作特色的是《红鞋子》和《驴家族》这两篇。

 

14Moratto有时候在国外,儿童文学都被纳入少年文学领域中。您觉得儿童文学跟少年文学有没有共同点?您觉得两者,除了语言的难度之外,还有什么不同?在写作的过程当中是否需要采取不同的策略?可以跟我们读者分享一下吗?

    在我们的学科划分中,儿童文学是一个比较大的概念,它不只是指适合小学生阅读的儿童文学,还包括了幼儿文学和少年文学。少年文学是指适合中学生阅读的文学,与儿童文学相比,它的阅读对象不同,表现的生活内容也不太一样。少年文学在表现内容上更关注青春期少年的成长困惑与烦恼,作品的艺术表现手法、叙事策略也可以更复杂一些。

 

15.  Moratto: 对您来说,什么是快乐?您出版了一本童话故事,名叫《寻找快乐岛》。什么是快乐岛?您在人生中找到快乐岛了吗?您觉得小朋友与成人寻找快乐岛有没有可能是一样的?

汤:快乐是一种健康、愉悦的心理感受。读到一本好书是快乐的,创作出一篇让自己满意的作品是快乐的,看到孩子们喜欢读我的书是快乐的,给学生们上课是快乐的,吃到美食、看到美景、和好朋友交谈、对别人伸出援手……这一切都是快乐的。

我人生的快乐岛就是为儿童写作,我很庆幸自己找到了,因为这个工作让我的生命有了价值和意义。我认为小朋友的快乐岛首先是安全的、充满爱的家。而成人的快乐岛或许是有意义的工作、生命价值的实现。

 

16.  Moratto: 对任何一个作家,最大的认可就是读者的肯定。您曾遇过家长跟您分享他们小孩子有多爱您的作品吗?或者有没有遇到小粉丝直接跟您请教某一些童话故事里,某某人物怎么着呢?

汤:我为孩子写作了30多年,当然有许多家长跟我分享过他们的孩子对我作品的热爱,我经常会遇到小读者或者家长问我作品里的人物是如何想出来,问我为什么有那么丰富的想象力。我曾经还遇到过一个长大的读者,他已经是某电视台的记者,当他得知要采访我的时候,将他小时候读《阁楼上的精灵》之后,为这本书画的“精灵世界”的插画拍成照片送给我,也曾有小时候读过我作品的小朋友考上大学后,到我工作的大学来找我,感谢我曾给她小时候带来快乐。

 

 

17. Moratto: 您来自于湖南省。我们都是湖南师范大学的教师。对您来说,湖南代表什么?在您的作品中起何角色?您觉得湖南人的特征有哪些?通过您的叙述,您希望将湖南人的什么特点传达给全世界的小朋友?

汤:湖南是中国的内陆省份,湖南人耐艰苦。湖湘文化里除了“心忧天下,敢为人先”的经世致用之外,其实还有很浪漫奇幻的神巫文化色彩。湖南是我的家乡,也是我文化的根。我希望全世界的小朋友都能来湖南看山水,吃美食,听我讲童话故事。

 

18. Moratto: 您的家乡是宁乡,一个被大自然环绕着的地方。湖南历史悠久,大自然在很多湖南本地文学作品起着至关重要的脚色。每一个年代小朋友都不一样,现在的小朋友似乎无法脱离大都市生活。您觉得身为老师、作家的您,身为妈妈的读者们怎么样才能让小朋友了解环境与大自然的重要性呢?随着环保等题材越发受到关注,您的童话故事里,早期跟后期在叙事方面有没有什么变化?

汤:谢谢莫博士问到这个问题。我觉得我的作品,早期跟后期是有明显变化的,比如,家乡的山水、风土人情、我的童年记忆,比早期更多的进入到了近期的作品,尤其是关于环境的问题,我后期的作品里特别关注,比如我去年创作出版的童话《犇向绿心》《时光收藏人》等等,较多涉及到了环境问题。今年的疫情,更让我思考人与自然的关系。我最近写的两篇童话《野孩子》和《春夜奇遇》也是思考人与自然的关系的。我希望我们的孩子从小就能知道,万物是平等的,地球是我们共同的家园。

 

19.  Moratto:可否请老师您先摘下儿童文学专家的眼镜,跟我们分享自小到大您最爱的童话故事有哪些(不分国籍)?我很想知道我们自小到大最爱的童话故事。我的话呢,肯定是小王子。也许是因为我小时候没什么朋友,看小王子用爱心照顾他的玫瑰花,总是让我特别感动。老师,你呢?

汤:我最喜欢的童话作家是安徒生,他的《海的女儿》让我特别感动。因为我阅读《海的女儿》的时候,还从未见过大海,所以,那比蓝色的矢车菊更蓝的大海、海底的宫殿都令我神往,小美人鱼为了获得一个人类的灵魂,忍受了那么多痛苦,她那么善良,当她变成泡沫的时候,我难得过掉泪。当然,我也喜欢《木偶奇遇记》《小王子》《柳林风声》《时代广场的蟋蟀》等等儿童文学经典。

 

20. Moratto: 如今世界相当混乱,您觉得儿童文学可否提供希望给成年人?我一直觉得伟大的儿童文学作品可以从不同切入点阅读及欣赏。伟大的童话故事有很深的一层都充满着人生哲学。您怎么看?

汤: 我认为优秀的儿童文学作品都具有双重审美性,它们既能成为孩子们快乐的源泉,也能让成年人重新认识生命,实现第二次成长。优秀的儿童文学作品肯定童年和童心的价值,反思成人世界的荒谬性,发现童心是构成理想人格的必要因素,而这种对童年的认识,透过生命现象揭示出生命的本质,毫无疑问具有哲学层面上的意义。

 

21. Moratto: 您觉得现在的小朋友真的向社会说的那么肤浅吗?抢着买新出的手机、只顾着赚钱、似乎活着在你死我活的宫廷现代版?还是说,现在中国年轻人想方设法喊出自己的心声,只是再怎么喊,仍无人能听?您觉得现在的中国人最需要的是什么?在官方叙述外,大家最盼望的、最向往的是什么?这个问题我也曾问韩少功。因此我也很想听看看,另外一位湖南作家的想法。作为儿童文学专家,您对此有何感想?

汤: 这是一个科学技术和社会经济发展迅速的时代,也是喧嚣的时代。但我并不认为现在的年轻人是肤浅的。事实上,现在的年轻人平均所受教育的程度和他们获取信息的速度和能力,应该是中国历史上前所未来的。我想年轻人所希望的,应该是相对公平的竞争环境,看得见的希望和未来;而对于普通老百姓来说,都希望老有所养,病有所医,人人安居乐业,我认为在这些方面,老百姓的心声和官方的叙述是一致的。

 

22.  Moratto: 除了童话故事与小说,您也写了三首散文诗。我相信有人不太理解何为散文诗。可否跟我们解释一下?您散文诗主要的主题与灵感是什么?与童话故事及儿童小说最大的差别是什么?虽然答案也许可想而知,但我还是希望能请老师您亲自做解释

汤:我不止写过三首散文诗呢。事实上,我年轻的时候,写过相当数量的散文诗。散文诗其实可以说是不分行的诗。因为那些作品写在我年轻的时候,主题主要是对自我的追寻、爱的失落和珍藏等等。散文诗在本质上和童话是接近的,都是心灵对世间万物的感悟。但散文诗和童话、小说最大的不同在于,它表达思绪而不讲述故事,它有诗的意象,但没有人物形象,也没有曲折的故事情节。

 

23.  Moratto: 我相信很多意大利人希望可以多了解您的作品。您认为,对于

还没机缘拜读老师的作品的读者,他们可以从哪本开始?

汤:我也很期待能通过自己的作品和意大利的朋友们沟通交流。我想,我们可以从《小巫婆真美丽》或者《阁楼上的精灵》开始,也可以从我的图画书《驴家族》《红鞋子》开始。