Riccardo Moratto, Ph.D.

Intervista a yanlianke Interview with yan lianke

 

Intervista a Yan Lianke 

di Riccardo Moratto

Pubblicato su Il Manifesto il 27 febbraio 2020 

Yan Lianke è uno scrittore cinese di fama internazionale. Nato nel 1958, è uno degli scrittori più prolifici, discussi e impegnati nel panorama letterario cinese. Spesso viene definito, e a tratti acclamato, come lo scrittore più irriverente e censurato in patria. Ha vinto prestigiosi premi letterari in Cina e all’estero tra cui ricordiamo il premio Lu Xun, il premio Lao She, il Best Ten Books Award di Asia Weekly, il Dream of the Red Chamber Award, il premio Franz Kafka e il premio Huazong. È con il romanzo «Godersi la vita» (Shou huo, 2004), non ancora tradotto in Italia, che viene consacrato come scrittore di fama internazionale. Il testo, pubblicato all’estero con il titolo di «Lenin’s Kisses», ha avuto un enorme successo. Le Monde lo definisce uno dei giganti della letteratura e The Guardian un maestro del sarcasmo. In Italia sono stati pubblicati «Servire il popolo», «Il sogno del villaggio dei Ding», «Pensando a mio padre», «Il podestà Liu e altri racconti», «I quattro libri» e «Gli anni, i mesi, i giorni».

 

Intervista a Yan Lianke 

a cura di Riccardo Moratto

Traduzione dal cinese di Riccardo Moratto

 

Pechino. 27 febbraio 2020.

 

Yan Lianke, buongiorno. Come sta vivendo queste settimane di isolamento a causa dell’epidemia in corso? So che è impegnato a scrivere un nuovo romanzo.

Io e la mia famiglia stiamo abbastanza bene. Siamo chiusi in casa da trenta giorni. In tutto questo tempo sono sceso al piano terra solo tre volte e non sono mai uscito dal complesso residenziale in cui viviamo. Eppure l’ansia e la rabbia stanno lentamente sfumando. Ci stiamo abituando anche a questo tipo di vita. Impotenti. Non possiamo fare altro. A poco a poco cerchiamo di riflettere razionalmente su questo disastro che ha colpito la Cina e l’umanità intera. Questa pausa forzata mi ha permesso di concentrarmi sul mio nuovo libro. Spero di trovare nella letteratura ausilio e sostegno.

Che cos’è per lei la scrittura? E cosa significa scrivere in Cina al giorno d’oggi?

Per me la scrittura è un processo creativo, un viaggio senza meta né destinazione. Siamo noi, in quanto essere umani, a procedere verso un traguardo. Scrivere mi fa sentire vivo nella mia unicità. In altre parole, ho sempre usato la letteratura come un processo creativo volto alla ricerca del senso della vita.

Il modo in cui è stata inizialmente trattata la narrativa dell’epidemia richiama per certi aspetti il suo romanzo «Cronache dell’esplosione». Quanto ha contribuito secondo lei la mancanza di trasparenza iniziale alla diffusione dell’epidemia?

Il tema dell’epidemia è presente in molti miei romanzi. Penso a «Il tempo che fugge», a «Il sogno del villaggio dei Ding», ma anche a «Il giorno in cui morì il sole.» Certamente il modo in cui è stata inizialmente trattata la narrativa dell’epidemia richiama per certi aspetti il mio romanzo «Cronache dell’esplosione». Lo scoppio dell’epidemia è da collegarsi alla censura verbale, alla cancellazione dei post online, alle crescenti restrizioni imposte ai mezzi di informazione e alla parola. Se ci fosse stata più tolleranza e libertà di espressione, sicuramente l’entità dell’epidemia non sarebbe stata di queste proporzioni. Questo ci deve far riflettere. La tolleranza e la libertà di espressione sono una premessa fondamentale per il progresso e lo sviluppo della società.

Purtroppo nelle ultime settimane non solo si è diffusa l’epidemia, ma anche una forte ondata di sinofobia a livello globale. Il virus non guarda in faccia a nessuno, il pregiudizio sì. Come la fa sentire tutto ciò?

Abito in pianta stabile a Pechino, quindi non ho avuto modo di toccare con mano quest’ondata di sinofobia. Da quello che leggo sui giornali, mi domando: 1. Se l’epidemia fosse iniziata altrove e arrivata in Cina solo in un secondo momento, come ci saremmo comportati noi cinesi? Meglio o peggio? Che reazione avremmo avuto? 2. Sono molto commosso nel vedere l’aiuto che ci stanno dando molti Paesi; 3. Anziché pensare agli atteggiamenti sinofobi, dovremmo chiederci dove abbiamo sbagliato e perché siamo arrivati a questo punto.

Cosa ne pensa dell’ondata di panico mediatico che si sta diffondendo in Italia in questi giorni? Qual è il suo messaggio per la popolazione italiana?

Da un punto di vista statistico, il Covid-19 ha un alto tasso di guarigione e nel caso in cui vengano implementate misure ad hoc, quali ad esempio l’isolamento, l’epidemia può essere controllata e prevenuta. Certo, una reazione immediata di panico è ben comprensibile. Tuttavia, se si vuole davvero controllare e prevenire l’epidemia è necessario seguire le direttive del personale medico, mantenere la calma e non farsi prendere dal panico, spontaneo o indotto che sia. Alla popolazione italiana vorrei dire che in quanto cittadino cinese, sono mortificato e profondamente rattristato del fatto che l’epidemia si sia diffusa in tutto il mondo e soprattutto che abbia recato tanti danni e seminato il panico tra la gente.

Qualche mese fa in Italia è uscito il suo libro «Gli anni, i mesi, i giorni» (Nottetempo), a distanza di ventitré anni dalla pubblicazione originale. Eppure sembra più che mai attuale, soprattutto nel rapporto tra uomo e natura. Qual è il ruolo della natura nella vita dell’uomo?

Ho scritto «Gli anni, i mesi, i giorni» nel 1996. Sono già trascorsi 24 anni. La natura è un tema fondamentale nei romanzi scritti in quel periodo. La natura appartiene all’uomo o è l’uomo ad essere parte integrante della natura? Questo è un quesito su cui ho riflettuto molto. Per rispondere alla sua domanda, non credo che la natura abbia o debba svolgere alcun ruolo nella vita dell’uomo. Dovremmo piuttosto riflettere su quale ruolo debba ricoprire l’uomo nei confronti del nostro pianeta. La storia degli esseri umani è così breve rispetto a quella della natura. Sono secoli che l’uomo usurpa l’ambiente, e adesso ne stiamo pagando le conseguenze a caro prezzo. Il filosofo cinese Laozi parla di “unione di Cielo e Uomo”. Fin troppo attuale, direi. L’uomo è una parte costituente e integrante della natura. Spero che ai lettori italiani piaccia il mio libro «Gli anni, i mesi, i giorni». Spero che scoprano un altro Yan Lianke, diverso da quello dei libri precedentemente pubblicati in Italia.

Lei è originario della provincia dello Henan. Cosa rappresentano per lei i Monti Balou, catena immaginaria della sua provincia natale? E a cosa si è ispirato per il nome?

Balou in cinese è una specie di rastrello usato dai contadini per la semina. Quindi questo nome per me rappresenta la civiltà agricola, il mondo rurale. In realtà vicino al mio villaggio natale c’è anche un monte che si chiama proprio così, quindi oltre al significato apparentemente recondito, almeno per i lettori italiani, del termine balou, mi sono semplicemente ispirato alla realtà.

I protagonisti dei suoi racconti, alla mercé di destini avversi e di una natura inesorabile, sembrano ritrovare la speranza nelle cose più semplici e più umane. Qual è l’unica ancora di salvezza per l’uomo? In molti suoi romanzi la risposta sembrerebbe l’amore.

L’unica ancora di salvezza per l’uomo è quel fascio di luce che apre un varco nelle tenebre, quel lucore che squarcia l’oscurità e, volendo, potremmo senz’altro definirlo amore.

Il suo ultimo libro «Il sutra del cuore» è appena stato pubblicato dalla City University of Hong Kong Press. In cosa si differenzia dai suoi libri precedenti? Le sue storie sono sempre permeate da una dimensione mitica, fiabesca, a tratti religiosa, ma sempre radicate nella realtà. Che ruolo riveste la religione nella vita degli uomini?

«Il sutra del cuore» è il primo libro interamente incentrato sulla religione. È vero, le mie storie sono sempre permeate da una dimensione mitica, fiabesca, a tratti religiosa, ma nel caso de «Il sutra del cuore» la vera protagonista è la religione. Ci tengo a precisare che sono uno scrittore e non mi identifico con nessun credo religioso in modo particolare. La dimensione religiosa rappresenta per me una valvola di sfogo per lo spirito, poiché la realtà che ci circonda è intrisa di paradossi.

Qual è il suo libro che ha avuto più successo tra i lettori cinesi e quale tra i lettori occidentali? Come se lo spiega?

Ci tengo a precisare che non mi definirei un autore di successo. Per spiegarmi meglio: «Vivere» di Yu Hua credo abbia venduto circa dieci milioni di copie in Cina. Ecco, nel mio caso, invece, se riesco a pubblicare un mio romanzo, è già oro che cola. Se poi riesco a vendere centomila copie, mi posso dire soddisfatto. In Cina vendono molto i miei saggi e i libri di prosa in cui tratto vari argomenti. In Francia so che «Gli anni, i mesi, i giorni» e «Godersi la vita» vendono abbastanza bene. Nel mondo anglofono «Il sogno del villaggio dei Ding» e «Il giorno in cui morì il sole.» In linea generale, se i miei editori stranieri non ci rimettono i soldi, per me è già una bella soddisfazione. Anche perché fondamentalmente io scrivo per me stesso.

Nel suo libro «Pensando a mio padre» scrive che prova un autentico senso di gratitudine nei confronti di Zhang Kangkang, il cui libro «La linea di demarcazione» ha segnato tutta la sua vita. Perché?

Perché è il libro che mi ha fatto capire che potevo andarmene da una realtà rurale e farmi una vita. Mi ha aperto gli occhi e mi ha fatto diventare chi sono oggi.

Per concludere ci può svelare qualcosa sul nuovo libro che sta scrivendo adesso?

Si tratta di un racconto di tutte le donne della mia famiglia. Per i lettori italiani è sicuramente uno spaccato interessante di vita cinese, nonché una finestra sui costumi delle donne e i cambiamenti sociali nella campagna cinese nel corso degli ultimi cento anni. 

 

Riccardo Moratto 訪問中國著名作家 閻連科

 

閻連科是國際知名的中國作家。他生於1958年,是中國最多產的作家之一,也是最被討論的文學家之一。他贏得了國內外許多著名的文學獎,包括魯迅獎,老舍獎,亞洲週刊最佳十本書獎,紅樓夢獎,弗朗茲·卡夫卡獎和華宗獎,並三次入圍英國國際布克獎。2004年出版《受活》這本書,他開始被奉為國際知名作家。該文本以“列寧之吻”為書名在國外出版,取得了巨大成功。 法國的《世界報》稱他為文學巨匠之一,英國《衛報》稱之為諷刺大師,被美國《紐約客》評委年度好書。之後,他每在國外出版作品,都會引起高度關注和反響。

 

北京. 2020.02.28

 

閻連科 您好。這幾周很多人因瘟疫而被隔離,您過得如何?我知道您正忙於撰寫新的小說。

我和我的家人都還好。雖然一個月只下過幾次樓,幾乎沒有離開過社區,然而最初焦慮、不安、憤怒已經慢慢過去了。慢慢開始無奈地適應這種生活。慢慢可以平、靜理性地去看待和思考這場中國乃至為人類的災難。也開始每天坐到書房去,開始了新的寫作。我想,這場疫情不會在短時間內結束,而我們必須開始相對“正常”生活,這時候,寫作和文學恰恰可以幫助我。

 

對您來說,何謂創作?在今天的中國,創作意味著什麼?

創作是一種創造,並不是寫字或坐下寫了一本書,就等於是一個人在創作。我希望我的創作始終是在一種尋找、創新和創造的不停歇地旅行,沒有終點,只有年齡生命的終老。但同時,我也知道我不可能完全做到這一點。在這種情況下,能一直努力也就可以感到生命欣慰了。寫作也好,創造也罷,於我而言,它不僅證明我是活著的一個人,是十四億芸芸眾生中的一個中國人,而且是十四億人中的“這一個”。換句話說,我所有的努力,都是在尋找我活著的座標,無非我是通過文學的方式在尋找我是龐大人群中的“這一個”,是作家群中的“這一個”。

 

一開始,中國的新冠肺炎之敘述,讓我想起您所著《炸裂志》中的某些畫面。您覺得一開始新冠肺炎的不透明度是否導致現在更嚴重的狀況?

就疫情而言,它更像我小說《日光流年》中的喉堵症、《丁莊夢》的愛滋病、《日熄》中的夢遊症。當然這場新冠肺炎的混亂和災難,也更象《炸裂志》中的“炸裂”的場景。Covid-19的爆發,毫無疑問在中國又諸多原因,醫療體系、言論體系、行政權力體系,如果有一方面在最初發揮出作用,今天就不是今天的樣子。說到言論體系,必須要正視直到今天還沒有停止的“禁言“、刪帖和言論的限制。如果能有言論的包容和自由,一定不會有這場舉國、舉世之災的大疫情。所以我以為,這場疫情是用數千(或者更多)生命和成千上萬家庭的破亡,以及14億人的禁足換來的警醒和教訓。現在和疫情之後,國家和整個民族,一定要反思我們的社會體系漏洞和短版,更需要整個社會對言論自由的包容和開放,否則,類似的災難就仍然在未來等著我們。沒有對言論的包容,就難有社會的發展,這是被反復證明的人類歷史的進步的過程。

 

很可惜的是,近幾周不僅新冠肺炎蔓延全世界,反華之負面情緒也隨之增加。病毒不會看您是什麼人,但歧視反而會。這種歧視華人的態度讓您有何感想?

我一直待在北京,沒有親身體會到這種世界各國對華人的歧視。但對聽說和從媒體看到的情況,使人感到不安和無奈,因此也想到幾個問題:

1.   對華人的歧視,是絕對不該的。因為新冠病毒已經給無數的華人造成了巨大的災難,而人,就更不該在這種災難上對人雪上加霜了。

2.   如果疫情爆發在其他國家,病毒有可能傳染到中國,那麼華人會是怎樣態度這些呢?會比其他國家做得更好還是更糟?

3.   和歧視同時存在的,是我們看到了全世界許多國家對中國的援助。我個人對此充滿著感激之心。

4.   在討論他人對華人的歧視的同時,我們是不是也應該反省和討論我們面對今日的世界做錯了什麼。是不是應該向那些有了新冠肺炎的國家說聲對不起。因為我們說我們是禮儀之邦,是禮儀之邦就應該對疫情向世界的傳播有說聲對不起的氣量。

 

您對前幾周義大利媒體所引發的輿論恐慌有什麼想法?您對義大利人民想說什麼?

新冠肺炎從目前中國的情況看,治癒率是相當高的,而且嚴格執行隔離等措施,也是可控可防的。恐慌可以理解,但嚴尊醫囑,有序應對,對預防和治療是更重要的事。我也特別相信,在“辦大事”上,中國的特色決定了它的這種能力,也確實能給世界各國防止疫情蔓延提供一些經驗!

 

《年月日》這本書於二十三年前在華出版。義大利前幾個月才出版義大利文版。這部作品裡面的主題感覺非常現代,好像是現在所寫的一本書。尤其是人類與大自然中間的關係。您覺得在人類生命中,大自然扮演者什麼樣的角色?

是的,《年月日》 寫成於1996年年底,距今已經過去24年了。那一時期,我寫了《年月日》《日光流年《耙耬天歌》》等小說。這批小說的故事背後確實深藏著大自然到底是屬於人還是人是大自然的一部分這樣的追問和思考。直到今天,我認為我們都不應該去想在人類生活中,大自然應該扮演什麼角色這問題,而應該思考的是,在大自然中,人應該扮演什麼角色。人類的歷史比自然的歷史短得太多了,長期以來,人類在自然面前扮演了強者的角色。而今天,我們正為這個強者的角色付出各樣的代價。中國道教強調的“天人合一”, 在21世紀顯得特別重要——這個合一,那就說人是自然的一部分。人和大自然同為一體。我們是大自然家族中晚來卻更會思考的自然體。我希望義大利讀者會喜歡《年月日》這部小說。這是我在義大利出版的第六本作品了,我希望他們可以讀到另一個不一樣的閻連科. 讓西方讀者看到與以往不同的東方現代文學。

 

在你的寫作中,大自然似乎在表達人類的歡樂和悲傷,就好像它是人類現實的一面鏡子。 大自然的背景在你的每個故事中都脫穎而出。 例如,我在想《日光流年》丁莊夢《四書》些書。 現實(大自然)與超現實(超自然)之間是什麼關係? 現實主義與神實主義的關係又怎樣?

在我的小說中,關於人與自然的關係有較多的描述。比如義大利出版過的《四書》,那兒同樣描述了人與自然關係崩裂後的死亡和災難。《丁莊夢》已有此描寫。其實,在中國所有的超現實事件都伴有對自然規律的蔑視、更改和變化。非典與Covid-19 (可能)對野生動物的不尊重,愛滋病的賣血——而人的血液也是人作為生命自然體的自然組成和迴圈。正是從這個角度說,一切的超現實,也都是一種超自然。所以我寫超現實時候往往會和自然聯繫在一起,會從超自然角度去凝視。現實主義與神實主義的關係實在難用幾句話說清楚。也許讀者會從義大利出版的《四書》和《年月日》中感受、體會這一點。如果硬要我說清楚的話,我可能很粗暴地講,神實主義是中國真正的現實主義,是更深層的現實主義吧。

 

您是來自與河南省。對您來說,耙耬山代表什麼?耙耬這個名字的靈感來自於什麼?

耙耬山脈就是一個文學地理名稱而已。但“耙耬”兩個字,它是中國的農具名稱,代表著一個農耕文明、鄉村文明在裡邊。這兩個字不來源於靈感,而是來自于現實。我老家有座山就叫做耙耬山,離我家只有幾裡路。

 

您故事的主人翁常受自然與命運的無情束縛,卻似乎在簡單而最有人情味的事物中找到了希望。 對您來說,人唯一的生命(希望)是什麼?您很多小說裡答案似乎是愛。

對我來說,人唯一的希望就是在黑暗中的那束光,牢籠中的那扇透光的小窗和門縫,當然也是您所理解的愛。而更確切的說法,是一個盲人在暗夜裡,為我們仍有眼睛的人打開的那一束手電筒的光。

 

您最新出版的書叫做《心經》,香港城市大學出版社出版,與其他作品有何不同?您的故事充滿著神話、童話、寓言甚至宗教味,但與此同時,也是再人類不過。對您來說,在人的生命當中,宗教扮演者何角色?

《心經》 是我第一部完全取之於宗教題材為的小說。雖然此前我的小說中都有宗教的情節和情緒,但《心經》確是完全寫的宗教故事。首先要說的,我是一個小說家,而不是哪個教的信徒。之所以在小說中不斷涉及宗教,我想是為了我的小說和我的內心找到一個精神的出口。因為現實和我自己,都在無數矛盾、悖論的困境中難以自拔,人和文學都沒有精神的出口, 我希望通過文學和宗教,為自己的寫作和生活,找到一扇精神的門。

 

您的哪本書在華人世界賣的最好?在國外市場上哪本賣的最好?您怎麼解釋這些差異?

我不是一個暢銷書的作家。中國有十四億人,余華的《活著》在中國估計賣到一千多萬冊。可是其他作家,出一本書能賣5萬、10萬就很好了。而我的書,別說賣,能順利出版我就非常開心和知足。就我來說,在中國賣的最好的應該是散文《我與父輩》,幾個版本加在一起有幾十萬冊吧。在國外,比如法國,是《丁莊夢》《年月日》和《受活》賣得好。 在英語世界,是《丁莊夢》《受活》和《日熄》。而日本,賣得都還可以。這些太不一樣了,沒什麼可比較。每一個國家都不一樣。但就我個人而言,世界各國出版我的書不賠錢,這就讓我非常開心了。我不是為了成千上萬讀者寫作的那種人,我的寫作首先是為了我自己。

 

在《我與父輩》這本書中,您說張抗抗是對你寫作影響最大的作家,是她的《分水嶺》。為什麼?

這本小說義大利應該不會出版。是這本小說在上世紀70年代中期告訴我,通過寫作去當作家是可以讓一個農村孩子逃離土地到城裡去,通過寫作的可以吃飽肚子並把自己變成一個城裡人。所以,以後我就開始慢慢寫作了,使我成了今天這樣子。

 

最後,您能否透漏一下您現在在撰寫的書的內容?讀者能期待什麼?

我最近正在改定一部長篇散文《她們》。 這部散文,寫了我家族中幾乎所有的女性,包括我年輕時談過的對象。《她們》會在今年《收穫》雜誌的第二期刊出來。我想義大利讀者如果有機會讀到這本書,他們就可以看到頑固的東方男性(作家)是如何認識女性的。而東方(鄉村)女性,在上百年的歷史中是怎樣的人類角色和怎樣生活過來的,又怎樣成了今天這千姿百態的樣。